Corri che ti passa: un primo bilancio

Ho riflettuto tanto sul pubblicare o meno la mia storia, una volta che avevo finito di scriverla. Ho riflettuto sul fatto di condividere con tante persone, conosciute e non, un momento della mia vita in cui sono stato incredibilmente fragile. Vulnerabile.

Ho deciso di farlo perché ero affascinato dall’idea che qualcosa di così faticoso e “brutto” potesse dar vita a qualcosa di “bello”. E utile. Ma mai avrei pensato di raccogliere un “capitale umano” così grande.

Mi hanno scritto in tanti, in queste prime settimane. Amici, conoscenti, sconosciuti.

Ci sono stati quelli che:
“grazie per aver condiviso la tua storia, mi ci sono rivisto”.
Tantissime persone che in passato hanno vissuto momenti simili. Stress e ansia non perdonano, sono molti a rimanere vittima delle emozioni, della quotidianità, delle responsabilità. Raccontando la mia storia, ho raccontato anche la loro.

Ci sono stati quelli che:
“non leggevo un libro da anni”.
Perché alla fine, anche se non sono Baricco, sempre di libro si tratta. E libro è sinonimo di cultura. Sono contento di aver riavvicinato qualcuno alla lettura.

Ci sono stati quelli che:
“domani vado a correre”.
Ho visto con i miei occhi persone insospettabili mettere le scarpette e darsi da fare. Il fatto che sia successo dopo aver letto il mio libro mi riempie di orgoglio.

Ci sono stati quelli che:
“è scritto davvero bene, complimenti”.
Mi è sempre piaciuto scrivere. Ma siamo tutti un pò uguali: ci sottostimiamo. E così ho fatto io alla fine, avendo paura di essere giudicato per come ho messo in prosa i miei pensieri. E invece ho ricevuto consenso anche da chi questo mestiere lo fa sul serio.

Ci sono stati quelli che:
“sei un esempio di motivazione e perseveranza”.
Ed è proprio questo il motivo per il quale ho deciso di raccontarmi: per dimostrare che è tutto a portata della nostra forza di volontà.

Ne ho ricevuti molti altri ovviamente, di messaggi. Tutti speciali, forti, intensi, emozionanti.
Ed è per questo che sono ancora più orgoglioso di quanto ho fatto, e ringrazio di cuore chi ha letto o leggerà “Corri che ti passa”.

Presto effettuerò la prima donazione ad AISM, interamente ricavata da questo progetto. Non potrei essere più felice di così.

@runnerextralarge

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