Il lato positivo

Capita a tutti, quindi anche a me. Ero all’inizio della preparazione invernale in vista dei primi appuntamenti che mi ero dato in febbraio. 12 km in programma, tanta (troppa) voglia di migliorare e salire di velocità e distanze. Negli occhi la saga di Rocky che ho visto interamente durante le vacanze natalizie.

Affondo un allungo veloce sul finale. E ma schiena mi molla. Da lì, quindici giorni di fastidì, dolori, allenamenti saltati. Finché ti rendi conto che è meglio fermarsi un attimo per poi ripartire di slancio. Una contrattura, nulla di particolarmente serio. Ma è quel tipo di fastidio che quando meno te l’aspetti ti ricorda che no, non sei al cento per cento, e devi stare attento.

Il bivio è sempre quello: correrci sopra, sperando di non peggiorare, per inseguire gli obiettivi? Oppure è meglio fermarsi?

Ai posteri l’ardua sentenza. La mia sentenza è che di certo non mi avventurerò in una mezza improbabile in quel di Vittuone, il 9 febbraio. A malincuore, ci tenevo molto. Ma non voglio forzare inutilmente.

L’infortunio ha un unico lato positivo: ti insegna a scoprire il tuo limite e soprattutto a tenere a mente che sei limitato. Qualsiasi sia il tuo livello, devi conoscere fin dove potrai arrivare ed è inutile bruciare le tappe se il fisico non te lo consente.

Ora riposo e allenamento blando fino a quando non sarò pronto a puntare di nuovo ai 21 km. Da lì ripartirà qualsiasi altra ambizione.

Pensiero del mattino

Guardati allo specchio e vedrai il tuo unico vero avversario.

Quello che non ti vuole fare alzare presto.

Quello che non ti vuole far uscire se fa freddo.

Quello che non crede in te.

Quello che ti riempie la testa di pensieri pesanti come pietre ammassate.

Se riesci a non dargli retta, ti aspetta l’alba, col suo rosso sopra le file di alberi.

L’aria pungente che sa di buono e ti pizzica le guance.

Il manto di foglie che come un tappeto accoglie i tuoi passi.

Il silenzio assordante del mattino, nel quale cercare ogni risposta.

corri che ti passa soundtrack

“Corri che ti passa”: original soundtrack

Quando il mio collega e amico Andrea mi raccontava, mentre stava finendo di leggere il mio libro, le canzoni che Spotify gli faceva ascoltare quasi per caso durante la lettura di alcuni passaggi cruciali, mi sono immaginato davvero la mia storia come un film. Per carità non fraintendetemi, non che creda di avere una storia così importante da poter ambire davvero a vederla un giorno sul grande schermo.
Semplicemente ho usato l’immaginazione, per emozionarmi un pò.

E allora l’ho invitato a creare davvero una sorta di soundtrack, che potesse unire i capitoli della mia storia in un racconto rock&roll cross-generazionale. E lui lo ha fatto, facendomi uno dei più bei regali che mi potessero fare in questo momento.
Riascoltando questo saliscendi musicale, tra canzoni che conosco molto bene e canzoni che non avevo praticamente mai ascoltato, mi sono emozionato sul serio.
È stato bello rivivere e riassaporare ricordi anche “scomodi” con un sottofondo in grado di interpretarli.
Non vi nascondo, anzi, di essere scoppiato a piangere nel momento in cui, riascoltando Down in a hole dopo tanto (forse troppo) tempo, è esploso il riff di chitarra al minuto 1 circa.
La cosa bella di ogni storia – e la mia non fa eccezione – è che ognuno può farla propria, elaborandola con quanto ha dentro di sé.
Vi lascio a fondo pagina il link per ascoltarla su Spotify.
Di seguito invece ho raccolto i pezzi che la compongono, uno a uno.

CORRI CHE TI PASSA – SOUNDTRACK

  1. Qualcosa non va / ALICE IN CHAINS – Down in a hole

2. Preoccupazione / MOGWAI – I’m Jim Morrison I’m Dead

3. Non è la solita cosa / APPARAT – You don’t know me

4. Chi mi capirà? / DE ANDRÈ – Amico fragile

5. Ancora e ancora / MARLENE KUNTZ – Mala Mela

6. Voglio capire / NEGRITA – Provo a difendermi

7. Mi sento solo / THE DOORS – Riders on the storm

8. Voglio una soluzione / AUDIOSLAVE – Like a stone

9. Ci sono / THE ARCADE FIRE – Wake up

10. Mi guardo intorno / PFM – Impressioni di settembre

11. Il primo passo / CASPIAN – Run dry

12. Il primo giro / SIGUR ROS – Hoppìpolla

13. Sto correndo / JUNIP – Far away

14. Là in fondo c’è la mia famiglia / STEVIE WONDER – I believe

15. Ciao, sono uno che corre / GROOVE ARMADA – Look me in the eye sister

16. Ricordiamocelo / MANNARINO – Vivere la vita

“E adesso vivi.
Perché non avrai altro di meglio da fare, finché non sarai morto”.

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PLAYLIST SU SPOTIFY: https://open.spotify.com/playlist/1KuDL52yBjNHFxnwTerYWq

federico mancin

Corri che ti passa: un primo bilancio

Ho riflettuto tanto sul pubblicare o meno la mia storia, una volta che avevo finito di scriverla. Ho riflettuto sul fatto di condividere con tante persone, conosciute e non, un momento della mia vita in cui sono stato incredibilmente fragile. Vulnerabile.

Ho deciso di farlo perché ero affascinato dall’idea che qualcosa di così faticoso e “brutto” potesse dar vita a qualcosa di “bello”. E utile. Ma mai avrei pensato di raccogliere un “capitale umano” così grande.

Mi hanno scritto in tanti, in queste prime settimane. Amici, conoscenti, sconosciuti.

Ci sono stati quelli che:
“grazie per aver condiviso la tua storia, mi ci sono rivisto”.
Tantissime persone che in passato hanno vissuto momenti simili. Stress e ansia non perdonano, sono molti a rimanere vittima delle emozioni, della quotidianità, delle responsabilità. Raccontando la mia storia, ho raccontato anche la loro.

Ci sono stati quelli che:
“non leggevo un libro da anni”.
Perché alla fine, anche se non sono Baricco, sempre di libro si tratta. E libro è sinonimo di cultura. Sono contento di aver riavvicinato qualcuno alla lettura.

Ci sono stati quelli che:
“domani vado a correre”.
Ho visto con i miei occhi persone insospettabili mettere le scarpette e darsi da fare. Il fatto che sia successo dopo aver letto il mio libro mi riempie di orgoglio.

Ci sono stati quelli che:
“è scritto davvero bene, complimenti”.
Mi è sempre piaciuto scrivere. Ma siamo tutti un pò uguali: ci sottostimiamo. E così ho fatto io alla fine, avendo paura di essere giudicato per come ho messo in prosa i miei pensieri. E invece ho ricevuto consenso anche da chi questo mestiere lo fa sul serio.

Ci sono stati quelli che:
“sei un esempio di motivazione e perseveranza”.
Ed è proprio questo il motivo per il quale ho deciso di raccontarmi: per dimostrare che è tutto a portata della nostra forza di volontà.

Ne ho ricevuti molti altri ovviamente, di messaggi. Tutti speciali, forti, intensi, emozionanti.
Ed è per questo che sono ancora più orgoglioso di quanto ho fatto, e ringrazio di cuore chi ha letto o leggerà “Corri che ti passa”.

Presto effettuerò la prima donazione ad AISM, interamente ricavata da questo progetto. Non potrei essere più felice di così.

@runnerextralarge

Quando l’allenamento va male

Eh già, non mi era mai successo prima ma può succedere. Hai puntato tutta la tua attenzione sul lungo domenicale, hai un obiettivo chiaro nel breve e nel lungo periodo, sei pronto a tutto per arrivare in fondo ma…qualcosa non va.

Nel mio caso domenica scorsa non ero al 100% in partenza, stavo covando una lieve sindrome influenzale senza rendermene conto.

Uscito con tanti buoni propositi per fare 15 km, ne ho chiusi male 14. Qualche ora dopo ho realizzato che in realtà, di fatto, ero debilitato dalla febbre.

Ma durante l’allenamento non avevo messo a fuoco la causa del mio malessere e l’ho attribuita solo ed esclusivamente alle mie gambe. Per questo, negli ultimi km, ho fatto i conti con l’idea del fallimento.

È vero, potevo mollare e non ho mollato. Ma non ho portato a casa la performance che mi aspettavo, ho fatto tanta fatica ad arrivare in fondo, e allo stremo delle forze sono arrivato a chiedermi che senso avesse tutto questo.

A poco è servito richiamare alla mente da dove sono partito e perché lo sto facendo. Solo le parole del mio amico-coach mi hanno tenuto su fino all’ultimo metro.

Dopodiché, ad allenamento finito, ero esausto come non lo sono mai stato. Ho rimandato i pensieri a oggi (lunedì) per analizzare il fatto che sì, può capitare che un allenamento vada storto, che il risultato tardi ad arrivare o non arrivi proprio, che la fatica per arrivare in fondo sia completamente sproporzionato alla soddisfazione finale. Un atleta passa anche (e forse soprattutto) attraverso momenti così. Bisogna recuperare le forze fisiche e mentali e pianificare il passo successivo.

Nel mio caso è la StraMagenta, domenica prossima.

Rimbocchiamoci le maniche, facciamo i conti col fallimento, e andiamo oltre.

@runner_extralarge

Come è iniziata

Inizi di Aprile 2018. Pasqua appena superata. Mi sveglio in piena notte agitato come mai lo sono stato, il cuore batte all’impazzata.

È stato lo stress, anche se ci ho messo 3 mesi a capirlo e altrettanti a farmene una ragione. Lo stress si nutre dell’energia che non riusciamo a disperdere in altro.

Sta di fatto che tutte le persone che hanno preso a cuore la mia causa continuavano a ripetermi, quasi a formare un coro: datti una mossa, fai qualcosa, muoviti.

Certo, dicevo io: e quando? Lavoro, famiglia, qualche svago. Il tempo si esaurisce in fretta. In ogni caso ci ho provato. Dopo un check cardiologico e con chiare indicazioni su come cominciare, mi sono messo a camminare.

Camminata veloce, 6 km all’ora. È stata la svolta. Da una parte l’attività fisica mi prosciugava energie che prima impiegavo ossessivamente con inutili preoccupazioni. Dall’altra, grazie anche a un cambio sostanziale nel mio approccio all’alimentazione, perdevo peso. A vista d’occhio. In due mesi non avevo più un paio di pantaloni utilizzabili. È stato questo a darmi la forza di continuare.

Ben presto la camminata si è trasformata in corsa. Mi sono dato un obiettivo: correre la DeejayTen 2018 a Milano. Era luglio, non ero ancora arrivato a correre un km, ma ho deciso di iscrivermi e in Ottobre ho corso i miei primi 10 km.

Il mio corpo, durante questo percorso, si è trasformato. Ho perso 28 kg.

Il resto è storia recente. Ho creato una piccola community su Instagram, che mi dà forza, motivazione e tramite la quale mi sono confrontato con tanti sportivi disponibili nel condividere esperienze, consigli, indicazioni.

Sto preparando la prima mezza maratona, che vorrei correre in primavera. Devo ancora scegliere dove e quando perché sarà speciale per me. Almeno lo spero.

Nel frattempo mi godo il podismo amatoriale e i tanti eventi che ogni weekend offre a chi come me vuole misurarsi solo ed esclusivamente con se stesso.

Su queste pagine racconterò la mia storia. Seguitela, se vi va. 🙂

@runner_extralarge