Chi va piano va lontano

Se da una parte la velocità, in termini sportivi, non è mai stata una delle mie caratteristiche, dall’altra non mi ha neanche mai attratto un granché. E, aldilà dello sport, a me piace sempre e comunque andare alla velocità “giusta“. Se pensate poi al fatto che ho iniziato a correre che pesavo più di 100 kg e ora che ho una vita attiva e ho trovato continuità nello sport ne peso circa 90, capite bene che essere veloce non può e non deve essere una delle mie priorità.

Non sono più extralarge nel vero e proprio senso della parola, ma la stazza alla fine è sempre ben sopra la media, soprattutto se parliamo di runner. Facendo ricerche qua e là, più per diletto che per necessità, ho scoperto che l’aumento della velocità nella corsa grazie alla perdita di peso è di circa 2 secondi e mezzo per km percorso, per ogni chilo in meno.
Si tratta ovviamente di una stima, ma è facile capire perché chi pesa 15-20 kg meno di me possa ambire a performance ben diverse. Ci sono poi certamente altri numerosi fattori: tecnica, allenamento, capacità aerobica, reattività muscolare. Non voglio certo dire che pesare meno sia sufficiente per trasformarsi in Bolt.
Ma insomma, per farla breve, a me di diventare veloce interessa davvero poco. Ovviamente siamo naturalmente portati a migliorarci, già solo allenandoci con continuità. È logico provare a darsi degli obiettivi, e la soddisfazione dei miei PB soprattutto sui 10km me la tengo ben stretta. Ma non sono una persona che ama seguire tabelle per scendere di qualche secondo, tantomeno mi vergogno nell’esibire tempi di corsa che spesso vanno sopra i 6 minuti al chilometro.

L’ebbrezza della corsa io la vivo piuttosto per le distanze. Già solo pensare di percorrere, per un allenamento, 10 o più km, mi dà un’enorme soddisfazione. Misurare le distanze che abitualmente percorrevo a malapena in auto e pensare di averle percorse sulle mie gambe mi regala emozioni. Ed è cresciuta in me la consapevolezza di quanto sia lungo effettivamente un km. A parole è semplice, ma percorrerlo quando non ne hai più è tostissima. A dire il vero anche 100 metri possono sembrare infiniti, talvolta.

In ultimo, come dico sempre, correre per me ormai è diventato un modo per esplorare i dintorni di qualsiasi destinazione. La borsa da running, vicino alla valigia per le vacanze (lunghe o brevi che siano) non manca mai.

Insomma, veloci o no, l’importante è davvero sapersi godere il viaggio e le sensazioni che regala. Tutto il resto fa solo da contorno.

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