Allenamento e quarantena

Siamo in tanti a condividere in questo periodo la volontà di mantenerci attivi durante la quarantena da Coronavirus. Non è facile rinunciare alla strada per chi è abituato a macinare chilometri, ma è un nostro dovere fondamentale rispettare le indicazioni e non farci prendere da spirito egoistico. Torneranno le corse in libertà. Nel frattempo, che si fa?

Non credo sia mai esistito periodo storico più ricco di contenuti a riguardo: il web è ormai una fonte senza fine di suggerimenti e tutorial per allenarsi a corpo libero. Io, nel mio piccolo, ho la fortuna di avere in casa una cyclette che mi permette di fare allenamento cardio a media intensità. Alla lunga, lo ammetto, sta diventando noioso. Ma cerco di vedere il bicchiere mezzo pieno.

Parallelamente provo ad alternare qualche seduta di allenamento a corpo libero: core stability, squat, piegamenti e addominali. È molto difficile per me essere costante su questo, non lo nego. Ed è un errore non esserlo, perché questo potrebbe in realtà risultare un momento ideale per fare quell’allenamento funzionale che di solito non facciamo per mancanza di tempo. Ci sto provando. Con risultati altalenanti.

Quello su cui sono riuscito a essere incredibilmente regolare invece è la ginnastica per la schiena. Ho raccontato anche qui dei malanni muscolari che ho affrontato all’inizio dell’anno. Per migliorare e risolvere ho scoperto una serie di esercizi per l’allungamento della catena muscolare posteriore che stanno giovando non poco. In particolare ho approfondito il metodo di Françoise Mézières. Non voglio andare oltre poiché non ho nessuna preparazione in merito, sono approfondimenti nati in seguito a un percorso fisioterapico che ha escluso problemi più gravi, riconducendo tutto a livello muscolare.

Per il resto provo a mantenermi attivo online. Il libro nel sul piccolo continua a vendere – nella versione eBook – e ho fatto un paio di live su Instagram. A tale proposito, ho preparato una bella (spero) sorpresa per i prossimi giorni. Mercoledì sera farò una live con un amico runner-scrittore esperto sulla maratona più famosa del mondo. State sintonizzati per scoprire di più.

Che dire quindi, in conclusione: state a casa e cercate di allenarvi al meglio. C’è anche chi ha pensato di correre in giardino, sul balcone, in sala da pranzo. Fatelo se volete, purché siate in sicurezza. Serve responsabilità. Io sono arrivato a misurare su Google Maps la lunghezza del perimetro dell’area condominiale. Con 10 giri farei 5km…

Mi manca correre

Mi manca correre.
Ne sto parlando poco, ultimamente. Semplicemente perché non è importante ora e ho ritenuto fosse il caso di non allenarsi in strada, e di non farne un dramma.
Però, mi manca correre.
Mi manca il profumo dell’erba che a marzo, tu voglia o no, inizia a farsi sentire. Il sole tiepido che inizia a scaldare l’aria.
Non corro da settimane ormai, prima per la schiena, poi per lo scenario apocalittico che mi circonda.
Ma mi manca correre.
Mi manca quel senso di libertà, di solitudine, di fatica fine a se stessa. Quella fatica che serve solo a dimostrarti che ehi, ci sei, ce la puoi fare, tra i tuoi mille difetti vali qualcosa. Tra i tuoi mille limiti, quello puoi superarlo.
Aspettiamo tempi migliori, e per carità, non intendo per la corsa.
Ora ci sono cose più importanti da risolvere, per il bene di tutti.
Però…mi manca correre.

Passa, vero?

Cari amici runner (e non), questo per me è un periodo piuttosto complicato. Non tanto per l’attualità soffocante che credo sia per tutti motivo di apprensione o, se non altro, di distrazione dal normale corso degli eventi.

Purtroppo come ho già avuto modo di raccontare sono alle prese con un infortunio alla schiena (articolazione sacroiliaca per la precisione, a quando pare) che non cenna a mollare dopo ormai più di un mese di allenamento leggero e riposo.

Per la prima volta da quando ho iniziato a correre devo fare i conti con la fatica di non poter fare quello che mi piace fare. La corsa non è solo uno sfogo, fonte di benessere e soddisfazione. La corsa è anche strumento di weight management. Da qui una tensione crescente che mi accompagna negli ultimi giorni. La speranza che tutto si risolva, prima o poi, per tornare a godermi la bellezza della passione che ci accomuna.

Nel frattempo, con la primavera ormai alle porte, la seconda edizione del libro è ormai disponibile in libreria e online e i primi segnali sono stati positivi. Spero che la storia possa aiutare tante persone a ripartire, o semplicemente a stare meglio.

Chi volesse lo trova su Amazon (https://www.amazon.it/Corri-passa-ripartire-fallo-correndo/dp/8868491680/ref=mp_s_a_1_1?keywords=corri+che+ti+passa+libro&qid=1583052820&sprefix=corri+che&sr=8-1) o in tante librerie in tutta Italia.

Con la speranza di tornare presto a raccontare le emozioni che suscita correre, e non il disagio che suscita non poterlo fare.

Corri che ti passa è in tutte le librerie e negli store digitali dal 27 febbraio 2020

Corri che ti passa 2020

2020 croce e delizia. Croce perché è iniziato con un infortunio antipatico alla schiena che mi sta tenendo ai box per troppo tempo, cancellando con un colpo di spugna tutti i progetti e tutti gli obiettivi. Per preparare una gara come si deve dovrò tornare in piedi al cento per cento.

Delizia perché uscirà la prossima settimana, in libreria e sugli store digitali, la nuova edizione di Corri che ti passa.

Cosa ci sarà di nuovo? Cinque capitoli, che porteranno la conclusione della storia alla mezza maratona corsa a Brescia poco meno di un anno fa.

Spero che la storia possa arrivare a tante nuove persone e possa continuare il progetto avviato per condividere spunti di riflessione e offrire speranza a chi si trova in difficoltà. Che si voglia uscire da un momento buio o si voglia semplicemente tornare in forma, la mia storia ha dimostrato di poter aiutare con strumenti e informazioni semplici.

Il sito è già in preordine sui principali store online. Qui lo trovate su Amazon: https://www.amazon.it/dp/8868491680/ref=cm_sw_r_cp_api_i_olKuEbEAMKCF3

Sto pensando a se è come organizzare una presentazione del libro, che se sarà avverrà vicino a casa.

Nel frattempo chi vuole potrà venire a Robecca il 12 marzo per una serata dedicata a sport e alimentazione. Sarà un’occasione per parlare della mia storia, del libro, e della passione che ci accomuna.

Il lato positivo

Capita a tutti, quindi anche a me. Ero all’inizio della preparazione invernale in vista dei primi appuntamenti che mi ero dato in febbraio. 12 km in programma, tanta (troppa) voglia di migliorare e salire di velocità e distanze. Negli occhi la saga di Rocky che ho visto interamente durante le vacanze natalizie.

Affondo un allungo veloce sul finale. E ma schiena mi molla. Da lì, quindici giorni di fastidì, dolori, allenamenti saltati. Finché ti rendi conto che è meglio fermarsi un attimo per poi ripartire di slancio. Una contrattura, nulla di particolarmente serio. Ma è quel tipo di fastidio che quando meno te l’aspetti ti ricorda che no, non sei al cento per cento, e devi stare attento.

Il bivio è sempre quello: correrci sopra, sperando di non peggiorare, per inseguire gli obiettivi? Oppure è meglio fermarsi?

Ai posteri l’ardua sentenza. La mia sentenza è che di certo non mi avventurerò in una mezza improbabile in quel di Vittuone, il 9 febbraio. A malincuore, ci tenevo molto. Ma non voglio forzare inutilmente.

L’infortunio ha un unico lato positivo: ti insegna a scoprire il tuo limite e soprattutto a tenere a mente che sei limitato. Qualsiasi sia il tuo livello, devi conoscere fin dove potrai arrivare ed è inutile bruciare le tappe se il fisico non te lo consente.

Ora riposo e allenamento blando fino a quando non sarò pronto a puntare di nuovo ai 21 km. Da lì ripartirà qualsiasi altra ambizione.

Goodbye 2019, welcome 2020.

Se tre è il numero perfetto, il duemila diciannove è stato un anno perfetto per me. Le tre mezze maratone che ho corso con gambe e cuore mi hanno fatto sentire vivo come raramente mi ero sentito prima.

Più di mille i chilometri che ho corso, 105 le ore di attività tra allenamento e gare.

Un anno intenso che passo dopo passo è volato via. E ora eccoci per programmare un 2020 in cui spero di togliermi altre soddisfazioni.

Se è vero che i sogni son desideri, il mio desiderio è quello che l’attività fisica mi permetta di essere una persona migliore.

Questo 2020 sarà un anno importante anche per la mia opera letteraria, ‘Corri che ti passa’, che approderà in libreria con la riedizione pubblicata con casa editrice.

Finirà a breve l’avventura in autopubblicazione su Amazon, che mi ha regalato un’opportunità immensa e mi ha dato la possibilità di entrare nella classifica Kindle dei libri più venduti.

Ma l’ultima cosa che voglio fare è sedermi sugli allori. Con la speranza che la fine di un percorso possa rappresentare l’inizio di una nuova travolgente storia da raccontare.

Pensiero del mattino

Guardati allo specchio e vedrai il tuo unico vero avversario.

Quello che non ti vuole fare alzare presto.

Quello che non ti vuole far uscire se fa freddo.

Quello che non crede in te.

Quello che ti riempie la testa di pensieri pesanti come pietre ammassate.

Se riesci a non dargli retta, ti aspetta l’alba, col suo rosso sopra le file di alberi.

L’aria pungente che sa di buono e ti pizzica le guance.

Il manto di foglie che come un tappeto accoglie i tuoi passi.

Il silenzio assordante del mattino, nel quale cercare ogni risposta.

Back on the road

Lo so, lo so. È da un po’ che non scrivo qui sul blog. Ho preso una pausa di qualche mese, approfittando del fatto che l’estate porta per forza di cose un po’ di riposo anche grazie al diradarsi delle gare in calendario.

La prima cosa che ho scoperto in questa prima estate da runner è che il caldo mi mette terribilmente in difficoltà. Lo immaginavo, ma mai avrei pensato di non riuscire proprio ad allenarmi con temperature superiori ai 25 gradi. Per questo motivo ho ridotto notevolmente il chilometraggio da giugno ad agosto.

Ora, in settembre, ho ripreso a macinare chilometri in vista dei prossimi impegni, il più importante dei quali dovrebbe essere la mezza di Cremona. Uso il condizionale solo ed esclusivamente perché ho avuto a che fare con più di un fastidio negli ultimi mesi. Temo che caldo e allenamenti sulla velocità abbiano messo a dura prova i miei muscoli.

Sto cercando pian piano di tornare ad aumentare le distanze e prepararmi al meglio, alternando alla corsa anche cross-training di potenziamento e scarico.

Ho iniziato la preparazione a rilento con la speranza che le cose vadano meglio prossimamente.

Ieri intanto ho messo in cascina un ottimo allenamento di 12 chilometri sull’anello che gira attorno al lago di Comabbio. Bellissimo percorso, buone sensazioni.

Seguiranno presto aggiornamenti sul proseguire della preparazione.

Diario di inizio estate

Ebbene sì. Manco da un po’ su queste pagine. Ma come ho avuto modo di far capire negli ultimi post, è stato un maggio intensissimo di appuntamenti di vita e di lavoro che mi hanno per forza di cose distratto dalla corsa. Distratto, ma non distolto. Perché continuo a correre. E quando non lo faccio è un dramma, col senso di colpa che fa capolino per la paura di perdere quanto ho faticosamente e con soddisfazione costruito da un anno a questa parte.

Già, perché un anno fa ancora non avevo iniziato a correre. Camminavo, sì, ma non è lo stesso. Perché il cambio di mindset, gli obiettivi ambiziosi, il percorso di rinascita, sono arrivati dopo.

In ogni caso, come dicevo, sto correndo. Mantengo una media di 18-20 km alla settimana, con 3 uscite da 6 di base. L’obiettivo è mantenere la forma in vista di settembre, quando di certo programmerò la prossima mezza maratona.

Il caldo si fa sentire ed è una vera insidia per gli allenamenti. I trucchi che ho messo in pratica finora sono molto banali e semplici, ma sono del resto gli unici a disposizione:

– correre al mattino presto o la sera tardi; GUAI a correre con il sole addosso, rischia di diventare troppo impegnativo per chi non è sufficientemente allenato;

– cambiare itinerario in base alle mitiche fontanelle; ce ne sono sempre meno, ma ci sono, e aiutano nel momento di arsura che – nel mio caso – arriva al quinto km di allenamento.

Per il resto bisogna ovviamente vestirsi poco.

A breve andrò al mare sperando di potermi concedere svariate corse su bagnasciuga e lungomare.

Compierò proprio lì, sul mare, il primo compleanno da runner.

Tra bilanci e prossimi obiettivi

Dopo aver corso due mezze maratone in due mesi (ormai ne parlo come se fosse normale, ma chi conosce il mio percorso sa che non è così visto che 12 mesi fa stavo iniziando a camminare e avevo ancora 33 kg da perdere) è nuovamente tempo di bilanci. E di nuovi obiettivi.

Sì perché, complice il meteo incerto dell’ultimo mese, la primavere sembra ancora non essere arrivata e in realtà presto sarà estate.

Qui lo dico e qui lo nego: ho in mente la maratona. Non come obiettivo, si tratta ancora di sogno, ma sto iniziando a pensare se possa valer la pena mettere in cantiere l’inizio della preparazione alla fine dell’estate. Non sono un runner da caldo, questo è certo. Sento molta più fatica anche solo con 5 gradi in più, inutile quindi pensare di poter allungare le distanze nei prossimi mesi se già sui 10 km rischio il collasso.

Quest’estate cercherò di lavorare sulla massa muscolare e sulla velocità. Lo sto già facendo, in realtà, sperimentando il fartlek. Devo dire che si tratta di un metodo affascinante poiché lascia molta libertà nella gestione dell’allenamento, e permette di rendere tutto più divertente. È fondamentale variare il ritmo se si vuole lavorare sui tempi.

Nel futuro prossimo invece, domenica 19 sarò alla Polimirun 2019 per provare a fare del mio meglio sui 10km. Se, come pare, il caldo non sarà ancora dei nostri proverò ad inseguire il PB cercando di abbattere il tempo della StraMilano. Vediamo.
Ho da poco risolto un piccolo fastidio al piede sinistro e devo capire se è scomparso del tutto o no.

Nel frattempo monitoro il calendario per fissare una bella mezza alla fine di settembre, sperando che il fresco in quel periodo mi permetta di migliorare sul tempo di Brescia.