Asics Cumulus 23: una spinta in più

Ho avuto modo di provare, negli allenamenti delle ultime settimane, le Asics Cumulus, ormai al numero 23.
Non le avevo mai provate prima poiché mi ero sempre orientato su modelli specificamente in grado di garantire un’ottima ammortizzazione, per via del mio peso che nonostante tutto resta “extralarge“. Su altre marche, invece, ho prediletto spesso modelli per pronatore (quale sono, o almeno ero agli inizi).
Logicamente sono sempre stato consapevole che puntare sull’ammortizzazione con un approccio conservativo presuppone di dover rinunciare a un pò di “velocità” (le virgolette sono d’obbligo, essendo io un runner piuttosto lento ;-D).

L’elemento che distingue il modello Cumulus dal modello Nimbus – al quale sono da sempre affezionato – è proprio quello di garantire una risposta migliore in termini di rimbalzo. L’ho notato subito: sono più leggere, morbide e confortevoli, e “spingono” decisamente di più.

La cosa che mi ha subito tranquillizzato è che comunque anche il modello Cumulus offre un’ottima ammortizzazione. La sensazione di “morbidezza” e sostegno non è così diversa dai modelli che utilizzo abitualmente. La parte più divertente della scarpa è invece proprio il fatto che sia su corse di distanze media (10km) sia per quanto riguarda le ripetute veloci, parte dell’energia riversata a terra dal peso viene restituita. È una sensazione piacevole – e per me piuttosto nuova.

Si tratta di una scarpa, insomma, che permette anche di puntare sulla performance, qualora l’obiettivo fosse quello. La qualità dei materiali, come per tutti i modelli Asics, non si discute. Così come non si discute la tecnologia che tra GEL e FlyteFoam permette di avere quella risposta descritta qualche riga fa.

È un modello che non punta all’estetica ma bada decisamente al sodo, ovvero a offrire un’esperienza di corsa che preserva dagli urti e garantisce la spinta per provare ad alzare l’asticella delle proprie prestazioni.

Un modello leggero (285 gr circa), con drop (differenza in mm tra tallone e punta) di 10 mm.

Si tratta di una scarpa che spero di poter provare presto anche in gara, dove solitamente è più facile per me mantenere una velocità media più elevata rispetto agli allenamenti.
Sicuramente è un modello per neofiti e non.

Riassumendo la mia esperienza fino a qui, in voti da 1 a 10:

AMMORTIZZAZIONE 8/10

LEGGEREZZA 7/10

STABILITÀ 8/10

RISPOSTA 8/10

ESTETICA 6/10

ASICS Ekiden 2020

Tempo di lockdown, ancora tempo di gare virtuali. Ero alla ricerca di nuovi stimoli nell’ultimo periodo, anche semplici, per tenere viva la passione in un momento storico complicato. E devo dire che la “chiamata” di Asics per l’evento #AsicsWorldEkiden2020 è cascata proprio a fagiolo. Non solo perché Asics è un marchio importante e che mi ha accompagnato in una parte fondamentale del mio percorso (le Nimbus, che oggi custodisco nei memorabilia del mio viaggio, mi hanno accompagnato al traguardo della mia prima mezza, a Brescia), ma anche perché l’evento ha proprio l’obiettivo di motivare e unire le persone in uno scenario mondiale senza precedenti. Un segno del destino, dunque.

Nuove e vecchie Nimbus a confronto :).

Una ricerca globale condotta dalla stessa Asics rivela che il 42% delle persone che si allenano regolarmente a livello globale hanno difficoltà a rimanere motivati, in quanto non hanno un obiettivo da perseguire al momento. Suona familiare? Ebbene sì, ci siamo dentro tutti. Per questo l’idea di questa staffetta virtuale nella quale coinvolgere altre 5 persone – per formare una squadra – mi ha convinto da subito. Ho deciso quindi di mettermi in gioco e invitare 5 amici di diversa provenienza con i quali, senza nessuna velleità su tempi e performance, coprire in 6 segmenti la distanza di una maratona.

Come ogni capitano che si rispetti sono stato il primo e ho aperto le danze oggi con i primi 5 km. Seguiranno i miei compagni, che dovranno correre entro il 22/11 per completare la distanza totale.

Nonostante qualche acciacco, ho dato il massimo e mi sono messo in gioco perché insomma, come detto, ne avevo bisogno.

Non resta a questo punto che aspettare di vedere come la squadra compirà questa missione per poi pensare alla prossima sfida.

Road to Como

Ebbene sì, mancano solo 9 giorni alla mia seconda mezza maratona. Ho deciso di impulso di iscrivermi a quella di Como per diversi motivi, tra i principali sicuramente la vicinanza da casa, la bellezza del paesaggio, e il fatto che a inizio maggio le temperature sono ancora sotto controllo (anzi, nelle ultime settimane ci si allena con un clima perfetto, non fosse per la pioggia di questi ultimi giorni).

Che dire, sono pronto? Non lo so. Di certo ero stato più preciso nella preparazione per Brescia. Questa volta, anche a causa di alcuni impegni, sono stato meno costante. In ogni caso l’obiettivo è arrivare a correre 18 km per poi lasciare una settimana di scarico e godermi infine la gara senza pressione per i tempi. Non importa se non riuscirò a battere i 126 minuti della mia prima mezza. L’importante è arrivare in fondo con soddisfazione.

Sarà anche un’ottima occasione per testare una serie di nuovi accessori di cui mi sono dotato.


Nello specifico:
– le mie nuove Brooks Adrenaline; sto salutando piano piano le mie Nimbus, era ora di cambiare dopo quasi 500 km percorsi; le Adrenaline mi hanno conquistato in queste prime uscite, garantendo il supporto di cui il mio piede ha bisogno; sono curioso di capire se con una scarpa più adatta alle mie attuali esigenze riuscirò anche a migliorare le performance e abbassare ulteriormente i miei tempi;
– il mio nuovo Garmin Forerunner 235; non me ne vogliano i fan di Apple, ma AppleWatch si è ben presto dimostrato troppo limitato per monitorare al meglio i tempi di allenamento e di gara; ho scelto questo modello Garmin (che mi è poi stato regalato da mia moglie 🙂 ) perché pur non volendo spendere un capitale volevo avere un orologio studiato apposta per la corsa; e devo dire che sono molto soddisfatto, il Forerunner 235 ha tutti i requisiti per accompagnarmi nelle prossime sfide;
– la mia nuova fascia cardio Garmin; è uno strumento piuttosto sofisticato che – lo ammetto – devo ancora imparare a conoscere; ad ogni modo sicuramente permette di avere un monitoraggio migliore del battito cardiaco; quello che voglio imparare a valutare sono tutte le informazioni laterali che può fornire sulle dinamiche della corsa, sul passo, etc.

Insomma, il 5 maggio avrò comunque qualcosa di nuovo da imparare. E questo, alla fine dei conti, è l’importante.
Adesso sotto con gli ultimi allenamenti!