Diario di inizio estate

Ebbene sì. Manco da un po’ su queste pagine. Ma come ho avuto modo di far capire negli ultimi post, è stato un maggio intensissimo di appuntamenti di vita e di lavoro che mi hanno per forza di cose distratto dalla corsa. Distratto, ma non distolto. Perché continuo a correre. E quando non lo faccio è un dramma, col senso di colpa che fa capolino per la paura di perdere quanto ho faticosamente e con soddisfazione costruito da un anno a questa parte.

Già, perché un anno fa ancora non avevo iniziato a correre. Camminavo, sì, ma non è lo stesso. Perché il cambio di mindset, gli obiettivi ambiziosi, il percorso di rinascita, sono arrivati dopo.

In ogni caso, come dicevo, sto correndo. Mantengo una media di 18-20 km alla settimana, con 3 uscite da 6 di base. L’obiettivo è mantenere la forma in vista di settembre, quando di certo programmerò la prossima mezza maratona.

Il caldo si fa sentire ed è una vera insidia per gli allenamenti. I trucchi che ho messo in pratica finora sono molto banali e semplici, ma sono del resto gli unici a disposizione:

– correre al mattino presto o la sera tardi; GUAI a correre con il sole addosso, rischia di diventare troppo impegnativo per chi non è sufficientemente allenato;

– cambiare itinerario in base alle mitiche fontanelle; ce ne sono sempre meno, ma ci sono, e aiutano nel momento di arsura che – nel mio caso – arriva al quinto km di allenamento.

Per il resto bisogna ovviamente vestirsi poco.

A breve andrò al mare sperando di potermi concedere svariate corse su bagnasciuga e lungomare.

Compierò proprio lì, sul mare, il primo compleanno da runner.

L’importanza di darsi obiettivi

È forse la prima cosa che la corsa mi ha insegnato: darsi un obiettivo. E la mia salvezza è stata proprio quella di iscrivermi a una gara da 10 km quando ancora non ne avevo corso uno di fila. L’idea di arrivare a correrli non sarebbe bastata. Sapere che avrei dovuto correrli invece sì, mi ha aiutato a prevedere un percorso.
Questa è una cosa facilmente applicabile nella vita di tutti i giorni, ed è il primo consiglio che do a chi mi chiede “come fai a essere così costante?”. Bisogna tenersi sempre un pò sotto pressione, altrimenti il divano vince. C’è poco da fare, è la natura umana.

Quindi cosa intendo quando parlo di obiettivi? Parlo di traguardi tangibili, di appuntamenti da segnare a calendario, che dichiariamo a qualcuno, e che ci tengono focalizzati. Ognuno di noi è sufficientemente orgoglioso da non accettare di fallire un obiettivo dichiarato, quindi questa formula funziona nella maggior parte dei casi. In estrema sintesi, per trovare continuità negli allenamenti valutate di iscrivervi a una gara. Sì, anche quella vicina a casa, dove si possono correre 5-6 km. Iscrivetevi e vedrete che uscire ad allenarvi per correrla al meglio vi verrà quasi naturale.

Ebbene, nelle ultime settimane di obiettivi, io, non me ne sono dati. Mi sono regalato un periodo di “riposo”, allenamenti soft, tempo libero con amici e famiglia. Ci voleva. Ma la verità è che appena vedevo una persona correre provavo un’invidia feroce.
Ho seguito da spettatore interessato le Maratone di Milano e Roma, vivendole nei racconti delle tante persone che seguo su Instagram o che fanno parte dei gruppi Facebook di cui faccio parte. È una community molto viva, quella dei runner, ed è bello farne parte.

Ed eccomi qui allora, sono pronto a darmene altri, di obiettivi.
Innanzitutto correrò a Corbetta la prossima domenica.

Gioco in casa, nella mia città, e sarà per me l’occasione di tornare su con i km. Punto a farne 12 bene.

All’orizzonte vedo sicuramente una mezza maratona in cui sfidare nuovamente me stesso. Vorrei pianificarla in maggio. Non sarà semplice, perchè oltre a riprendere gli allenamenti, dovrò farlo con un cambio sostanziale delle condizioni climatiche.
Proprio per questo sto entrando nell’ottica di correre al mattino, al fresco, quando il sole ancora non si è svegliato.
Ho sperimentato la sveglia alle 6 per uscire a correre e devo dire che è andata alla grande, devo solo trovare continuità.

L’importante è aver chiaro quale sia il prossimo obiettivo. 😉

Mezza maratona – Q&A

Avevo promesso di rispondere a qualche domanda sulla prima mezza corsa a Brescia, sia sull’esperienza in sè che sul percorso di allenamento e preparazione.

Così ho raccolto le domande e le curiosità su Instagram e ho provato l’esperimento di una live. È stato decisamente divertente, e spero lo sia stato anche per le persone che lo hanno seguito in diretta o successivamente.

Ma siccome sono in vena di esperimenti, per chi si fosse perso questo momento di condivisione e fosse interessato ad approfondire, ecco di seguito un video in cui ripercorro le stesse domande.

È, per l’appunto, un esperimento. Non sono così a mio agio nel registrare video guardando dritto in camera.

Fatemi sapere che ne pensate!

Runner Extralarge ritmo di corsa

L’importanza del ritmo

Nella preparazione della mia prima mezza maratona mi sto informando molto per capire da una parte come aumentare la mia resistenza e dall’altra come aumentare il passo.
Diciamo che al momento sto alternando allenamenti adatti a entrambi questi aspetti e per aumentare il passo sto provando a concentrarmi sul ritmo, ovvero sul numero di passi al minuto.
Questo perché, leggendo qua e là, ho compreso che la velocità consigliata dai più esperti per un ritmo adeguato è sui 175-180 bpm. Significa quindi che è necessario effettuare 175-180 passi al minuto.
Bene.

Credetemi, non è un ritmo da dare per scontato. Appena ho provato a valutare quale fosse il mio ritmo mi sono reso di essere piuttosto lontano da quella velocità. E ho capito quindi che avevo un nuovo obiettivo da raggiungere: aumentare il ritmo.
Già, ma come fare?

Ho notato in questi 8 mesi da runner neofita che nulla funziona meglio del correre con qualcuno più veloce di te. Correre con il mio “coach” mi ha permesso quasi sempre di abbattere il mio personale. Ma non avendolo ovviamente sempre a disposizione come “pacer” per ogni allenamento ho dovuto trovare un’alternativa. Questa alternativa è la musica.
Esistono svariate playlist su Spotify dedicate alla corsa, con svariati bpm.
Si tratta semplicemente di playlist in cui si susseguono canzoni che hanno un determinato ritmo e seguendole è possibile mantenere una cadenza adeguata.

Ovviamente – come sempre – è bene andare per gradi. Non avrebbe senso partire con una playlist a 175 quando corriamo a 150.
Io ad esempio sono partito con una playlist – questa – da 160 bpm. Mano a mano sono andato a incrementare.
Ne ho identificata ad esempio una da 175, la trovate qui.

Aumentando il ritmo noterete che di fatto non è necessario fare più fatica ma anzi, la corsa diventa più efficiente. Da una parte perché a livello posturale la velocità può giovare (se devi “tarellare” – andare veloce, ndr – e più facile restare coordinati). Dall’altra perché ogni passo restituisce energia alla nostra corsa, dandoci ulteriore spinta sulle gambe.

Se avete consigli, considerazioni o esperienze sul ritmo e su come aumentarlo per migliorare le performance, condividetele :).

@runner_extralarge



Runner Extralarge allenamento

Running e musica

Si, lo so, lo so. Il runner purista corre senza musica.
In alcune competizioni, per altro, non è proprio possibile correre ascoltando musica: è considerata un elemento in grado di alterare la prestazione dell’atleta, alla stregua del doping (!).

Ma immaginate un runner neofita che ancora stenta a trovare la voglia per allenarsi con continuità. Nel suo caso la musica da ascoltare durante un allenamento diventa prima fonte di motivazione.

Per questo personalmente credo che correre senza musica, ascoltando il proprio corpo e il rumore dei propri passi, sia un obiettivo più che un punto di partenza.
La musica è una compagna di corsa dal valore inestimabile. Ti carica, ti motiva, ti emoziona.

Correre al tramonto, in una giornata di fine estate, con Immortality dei Pearl Jam che parte e ti accompagna per qualche minuto non ha prezzo. Le note si diffondono nel tuo padiglione auricolare, il sole sempre più basso sull’orizzonte, una leggera brezza che ti accarezza. Un sogno :).

Durante le competizioni, invece, non ho mai corso con la musica. Credo che quello sia il contesto ideale per provare a farne a meno, ascoltando e osservando il mondo circostante.

Entrando nel merito degli accessori io ho optato per un paio di cuffie bluetooth adatte allo sport, acquistate su Amazon, da utilizzare in combo con il mio smartphone.
Anche la combo con lo smartphone diventa, ad un certo punto, un “problema”: quando cominci a correre con frequenza e ti doti di conseguenza di uno smart/sport-watch, portare il telefono con te in allenamento o in gara diventa superfluo.

In quel caso servono tasche oppure un comodo marsupio da running (su Amazon se ne trovano a pochi euro) dove mettere eventualmente anche documenti e qualche soldo.

Ovviamente arriva il momento in cui il tuo desiderio è quello di correre libero da qualsiasi oggetto. Ma a quel punto possiamo dire che la musica non è più una delle tue priorità ;).

@runner_extralarge

Libri di corsa

Ho letto tanto, lo scorso anno. Leggere libri sul running mi ha aiutato da una parte a conoscere storie eccezionali entrando nella testa di chi ha fatto della corsa uno stile di vita. Dall’altra mi ha aiutato a carpire consigli utili per migliorare.

La lista di libri da leggere è ancora molto lunga, ma di seguito trovate una serie di titoli che mi sono stati consigliati in un sondaggio sul profilo Instagram Runner Extralarge:

Corri. Dall'inferno a Central Park
Roberto Di Sante – Corri. Dall’inferno a Central Park.

CORRI – Dall’inferno a Central Park
Ho letto questo libro, scritto da Roberto Di Sante, perché ho capito sin da subito che si trattava di una storia in cui mi sarei parzialmente riconosciuto. È una bellissima storia di sport che racconta come la corsa possa diventare una terapia. Roberto è arrivato, alla fine della sua storia, a correre la Maratona di NY. Un esempio per tutti.
Lo trovate su Amazon QUI.


Daniele Vecchioni – Correre Naturale

CORRERE NATURALE
Questo libro è un manuale sulla corsa basato sull’esperienza di Daniele, esperto di corsa, che offre consigli e indicazioni utili e da mettere in pratica immediatamente per migliorare il proprio stile di corsa.
Lo trovate su Amazon QUI.


MURAKAMI – L’arte di correre

L’ARTE DI CORRERE
Questo è un classico. Murakami spiega in un saggio intenso e molto coinvolgente perché ha deciso di iniziare a correre e come è arrivato a correre svariate maratone. Imperdibile.
Lo trovate su Amazon QUI.


Fulvio Massimi – Tipi che corrono

TIPI CHE CORRONO
Anche questo è un manuale, adatto per principianti, amatori e atleti, con tanti spunti su abbigliamento e scarpe, alimentazione, allenamenti e preparazione.
Lo trovate su Amazon QUI.


Terzani/Graglia – Ultra

ULTRA
Da ricco fuori a ricco dentro. La storia di un uomo che pur avendo tutto si sentiva nessuno e per ritrovarsi è diventato ultra-maratoneta.
Lo trovate su Amazon QUI.

Sara Dossena – Io, fenice

IO, FENICE
Un libro che descrive alti e bassi di una carriera con focus sulla Maratona di New York.
Lo trovate su Amazon QUI.

Non mi resta che augurarvi buona lettura :).

@runner_exrtalarge

Runner Extralarge bandelletta ileotibiale

La mia bandelletta suona il rock

È una delle prime cose che impari, che ti piaccia o no, quando approcci la corsa: l’infortunio è dietro l’angolo.

Questo perché a meno che tu non sia già un atleta – e ne conosco, ma sono pochi – quando inizi il tuo fisico non è pronto per affrontare quello che è a tutti gli effetti uno stress. Articolazioni, muscolatura, tendini: le sollecitazioni della corsa su un fisico non allenato possono essere deleterie.

Me ne sono reso conto in prima persona quando, lanciato verso la mia prima 10 km, ho affrettato i tempi a causa del grande entusiasmo che la mia nuova dimensione di runner mi ha regalato.

Troppi kilometri, un passo troppo veloce rispetto a quello che potevo permettermi, ed ecco un dolore lancinante all’esterno del ginocchio, forte a tal punto da non permettermi di fare le scale.

Mi sono subito confrontato col mio amico nonché coach/osteopata di fiducia che senza esitazione ha riscontrato una sindrome da sovraccarico nota come “sindrome della bandelletta ileotibiale” o “ginocchio del corridore”.

Per me era arabo, ovviamente. Dimostrazione del fatto che il nostro apparato muscolo-scheletrico è ben più complesso di quanto si possa immaginare da neofiti.

Per un paio di mesi questo problema ha limitato di molto la mia attività motoria. Ci ho corso su, ma non senza dolore e fatica.

Dopodiché ho trovato il modo per superare il disturbo. Come? Le parole chiave sono due, almeno nella mia esperienza, e le riporto in ordine di importanza:

– potenziamento muscolare: sempre su consiglio dell’osteopata ho intrapreso un percorso di allenamento funzionale (che svolgo regolarmente tuttora) per potenziare la muscolatura delle gambe, a partire dal gluteo; trovate qui una scheda molto utile dalla quale partire;

– stretching: anche se su questo punto ho letto poi pareri contrastanti, personalmente ho riscontrato benefici nell’eseguire con regolarità esercizi di stretching e allungamento della gamba.

La combinazione di queste sue attività mi ha permesso nel giro di due mesi di eliminare il problema. E in questo modo ho iniziato a capire quanto importante sia affiancare alla corsa un altro tipo di allenamento.

Ho scoperto così il mondo “core stability“. Ma a questo dedicherò un altro capitolo.

@runner_extralarge

Runner Extralarge San Marino allenamento

La valigia sul letto…

è quella di una lunga corsa!

Già, da quando corro ho una nuova piccola mania: correre ovunque quando mi trovo lontano da casa. Si perché chi corre sa bene che il running può essere anche un modo per esplorare.

Io stesso ho scoperto luoghi inesplorati (almeno per me) a due passi da casa da quando esco a correre. La bellezza dell’esplorare si amplifica oltre modo quando hai l’occasione di farlo se sei in viaggio (sia per diletto, sia per lavoro).

Per queste vacanze di capodanno, ad esempio, ho preparato la valigia ma ancora prima ho preparato la mia borsa da runner. E ho pianificato quando e dove fare una corsa – ho fatto un lungo lento (10km) in quel di San Marino, su un percorso sterrato che ripercosse il solco di una ex-ferrovia.

In questo modo, oltre a mantenere l’allenamento e smaltire il panettone, mi sono regalato un momento tutto per me per riordinare i pensieri e i buoni propositi per l’anno che sta cominciando.

Nel 2019 voglio correre la mia prima mezza maratona!

Buon anno a tutti, amici runner.

@runner_extralarge

Runner Extralarge autunno

Perdere peso correndo

Se stai leggendo queste righe probabilmente conosci la mia storia. La corsa mi ha aiutato a uscire da un periodo complicato della mia vita e contestualmente a perdere molti kg.
Da qui, molte persone che hanno notato la mia trasformazione in questi mesi mi hanno questo quale fosse il mio segreto.

Bene, il mio segreto è che non c’è nessun segreto. È un percorso che nasce dentro di te e deve scattare qualcosa, come una molla.
Ci vogliono forza di volontà, determinazione e costanza.

La prima cosa da comprendere è che allenamento e alimentazione insieme sono la base di un dimagrimento sano.
Quindi si inizia con checkup medico che ci dica che è tutto ok e possiamo cominciare.
Per l’alimentazione è necessario invece rivolgersi a un nutrizionista: non esiste una dieta valida per tutti.
Certamente esistono regole base da seguire: proverò a riassumerle in seguito.

Una volta terminati i controlli necessari, con semaforo verde è possibile iniziare. Qui la regola è non strafare e andare per gradi.
Io ho iniziato con la camminata veloce. È vero, l’ho pensato anche io: camminare sembra una cosa da sfigati. Ma non è assolutamente così. Online potrete trovare una ricca letteratura a riguardo, negli ultimi anni la camminata veloce è diventata un vero e proprio trend e soprattutto a livello di performance e calorie bruciate non si discosta di molto dalla corsa lenta. Ma soprattutto permette di non sovraccaricare articolazioni e muscolatura quando non si è nelle condizioni di farlo. Ad esempio se si è molto sovrappeso, come lo ero io.

Ho iniziato dandomi l’obiettivo di concludere un circuito di 6km in un’ora. Dotarsi di un braccialetto fitness (io ho iniziato con Fitbit Charge 2) è utile per monitorare il battito – che deve rimanere in una determinata soglia se vogliamo assicurarci di bruciare calorie – e in generale di tenere traccia di tutte le sessioni di allenamento.

Per quanto riguarda invece l’alimentazione, in questo caso io non sono andato dal nutrizionista poiché ci ero già stato anni fa. Ho rispolverato una dieta che già avevo, fatta su misura per me. In generale però io arrivavo da anni di alimentazione irregolare. Gli esami del sangue fatti all’inizio di quest’anno segnalavano livelli di colesterolo (anche se di poco) sopra la norma. A 34 anni bisogna porsi il problema.
Quindi esiste una serie di alimenti da evitare: zuccheri in eccesso, dolci, merendine e junk food vanno eliminati totalmente.
In più un approccio equilibrato a ogni pasto aiuta ad assumere una serie di nutrienti necessari: cereali, proteine e carboidrati vanno dosati ma devono essere sempre presenti.

Come anticipato, serve forza di volontà: io ad esempio ho smesso di zuccherare il caffè. Bevendo 4-5 caffè in media al giorno, avete presente quando zucchero arriviamo ad assumere? Ve lo dico io: troppo. 

Ma torniamo all’allenamento. Quando riuscite a terminare senza affanno 6km in un’ora, potete valutare un next step. Che può consistere o nell’allungare la distanza mantenendo la velocità o (se credete sia il momento giusto) nell’introdurre tratti di corsa alternati alla camminata – ad esempio: 2km di camminata e 1km di corsa molto molto lenta.

L’obiettivo a questo punto diventa quello di “trasformare” gradualmente la camminata in corsa, senza bruciare le tappe. Non vi corre dietro nessuno ;).

Se avete curiosità o dubbi su quanto sopra, scrivetemi e proverò a rispondere.
L’approccio alla corsa lo affronterò in un articolo a parte.

@runnerextralarge