Dagli al runner

Arrivato al punto in cui i giorni di quarantena non riesco neanche a contarli ormai, ho ripreso in mano Strava per fare un punto della situazione.

Ho corso i miei ultimi 7km lo scorso 16 febbraio. Più di due mesi ormai. Non era mai successo da quando ho iniziato a correre. È surreale, se ci penso. Di fatto dovrò ricominciare da zero.

La cyclette aiuta a mantenersi attivi a livello mentale ma non offre purtroppo l’opportunità di fare uno sforzo anche solo confrontabile con la corsa. L’allenamento a corpo libero può essere molto intenso ma personalmente mi annoia. Non riesco a essere continuo. Mi sto facendo aiutare in questo dal mio amico Leo, che mi sprona in diretta Zoom ogni due giorni, facendomi sudare e rivoltandomi come un calzino. Ma non sarà mai la stessa cosa. Non sarà mai come correre.

Ecco allora che questa prospettiva che ci viene data, con una probabile riapertura per il 4 maggio, diventa speranza di una ripartenza che ormai è necessaria. Chi corre per stare meglio, come me, dopo uno stop di due mesi è al limite. Pur comprendendo che lo scenario attuale impone riflessioni, vincoli, divieti, inizia a stare stretta la mancanza di libertà personale nel fare sport a livello individuale.

Si è aperto un dibattito davvero violento sul tema. Io spero che la rabbia verso chi corre fosse solo un’errata modalità per esprimere frustrazione dovuta a situazioni mai provate prima. Avrei potuto anche comprenderlo, non fosse stato per alcune situazioni davvero al limite in termini di veemenza e mancanza di rispetto.
Io, nel mio piccolo, con il senso di responsabilità di chi ha deciso un giorno di creare una community legata al running, mi sono subito schierato per il non correre. Non voglio ripetermi, ho già avuto modo di dire che semplicemente c’erano in ballo cose troppo più importanti per poter anche solo pensare di cedere a un capriccio.

Non possiamo però accettare che i runner vengano additati come demoni. Chi come me è portatore sano di corsa e sta alla larga da ogni fondamentalismo, ha il diritto di correre nel rispetto delle regole e di essere rispettato in quando persona che vuole prendersi cura di sé.
Attenzione quindi a giudicare chi corre. Restare umani vale sia per la scelta di non correre per rispetto di chi lotta là fuori contro quel nemico invisibile che è il coronavirus, sia per chi – con consapevolezza e massimo rispetto delle regole – vorrà tornare a mantenersi attivo e in forma, alleggerendo l’anima dai pensieri.

Perché, per chi non lo sapesse, è questo che fa la corsa anche e soprattutto per gli amatori: alleggerisce corpo e anima, pancia e cervello. Con buona pace di chi continuerà a preferire il divano.

Allenamento e quarantena

Siamo in tanti a condividere in questo periodo la volontà di mantenerci attivi durante la quarantena da Coronavirus. Non è facile rinunciare alla strada per chi è abituato a macinare chilometri, ma è un nostro dovere fondamentale rispettare le indicazioni e non farci prendere da spirito egoistico. Torneranno le corse in libertà. Nel frattempo, che si fa?

Non credo sia mai esistito periodo storico più ricco di contenuti a riguardo: il web è ormai una fonte senza fine di suggerimenti e tutorial per allenarsi a corpo libero. Io, nel mio piccolo, ho la fortuna di avere in casa una cyclette che mi permette di fare allenamento cardio a media intensità. Alla lunga, lo ammetto, sta diventando noioso. Ma cerco di vedere il bicchiere mezzo pieno.

Parallelamente provo ad alternare qualche seduta di allenamento a corpo libero: core stability, squat, piegamenti e addominali. È molto difficile per me essere costante su questo, non lo nego. Ed è un errore non esserlo, perché questo potrebbe in realtà risultare un momento ideale per fare quell’allenamento funzionale che di solito non facciamo per mancanza di tempo. Ci sto provando. Con risultati altalenanti.

Quello su cui sono riuscito a essere incredibilmente regolare invece è la ginnastica per la schiena. Ho raccontato anche qui dei malanni muscolari che ho affrontato all’inizio dell’anno. Per migliorare e risolvere ho scoperto una serie di esercizi per l’allungamento della catena muscolare posteriore che stanno giovando non poco. In particolare ho approfondito il metodo di Françoise Mézières. Non voglio andare oltre poiché non ho nessuna preparazione in merito, sono approfondimenti nati in seguito a un percorso fisioterapico che ha escluso problemi più gravi, riconducendo tutto a livello muscolare.

Per il resto provo a mantenermi attivo online. Il libro nel sul piccolo continua a vendere – nella versione eBook – e ho fatto un paio di live su Instagram. A tale proposito, ho preparato una bella (spero) sorpresa per i prossimi giorni. Mercoledì sera farò una live con un amico runner-scrittore esperto sulla maratona più famosa del mondo. State sintonizzati per scoprire di più.

Che dire quindi, in conclusione: state a casa e cercate di allenarvi al meglio. C’è anche chi ha pensato di correre in giardino, sul balcone, in sala da pranzo. Fatelo se volete, purché siate in sicurezza. Serve responsabilità. Io sono arrivato a misurare su Google Maps la lunghezza del perimetro dell’area condominiale. Con 10 giri farei 5km…