Corri che ti passa è in tutte le librerie e negli store digitali dal 27 febbraio 2020

Corri che ti passa 2020

2020 croce e delizia. Croce perché è iniziato con un infortunio antipatico alla schiena che mi sta tenendo ai box per troppo tempo, cancellando con un colpo di spugna tutti i progetti e tutti gli obiettivi. Per preparare una gara come si deve dovrò tornare in piedi al cento per cento.

Delizia perché uscirà la prossima settimana, in libreria e sugli store digitali, la nuova edizione di Corri che ti passa.

Cosa ci sarà di nuovo? Cinque capitoli, che porteranno la conclusione della storia alla mezza maratona corsa a Brescia poco meno di un anno fa.

Spero che la storia possa arrivare a tante nuove persone e possa continuare il progetto avviato per condividere spunti di riflessione e offrire speranza a chi si trova in difficoltà. Che si voglia uscire da un momento buio o si voglia semplicemente tornare in forma, la mia storia ha dimostrato di poter aiutare con strumenti e informazioni semplici.

Il sito è già in preordine sui principali store online. Qui lo trovate su Amazon: https://www.amazon.it/dp/8868491680/ref=cm_sw_r_cp_api_i_olKuEbEAMKCF3

Sto pensando a se è come organizzare una presentazione del libro, che se sarà avverrà vicino a casa.

Nel frattempo chi vuole potrà venire a Robecca il 12 marzo per una serata dedicata a sport e alimentazione. Sarà un’occasione per parlare della mia storia, del libro, e della passione che ci accomuna.

Il lato positivo

Capita a tutti, quindi anche a me. Ero all’inizio della preparazione invernale in vista dei primi appuntamenti che mi ero dato in febbraio. 12 km in programma, tanta (troppa) voglia di migliorare e salire di velocità e distanze. Negli occhi la saga di Rocky che ho visto interamente durante le vacanze natalizie.

Affondo un allungo veloce sul finale. E ma schiena mi molla. Da lì, quindici giorni di fastidì, dolori, allenamenti saltati. Finché ti rendi conto che è meglio fermarsi un attimo per poi ripartire di slancio. Una contrattura, nulla di particolarmente serio. Ma è quel tipo di fastidio che quando meno te l’aspetti ti ricorda che no, non sei al cento per cento, e devi stare attento.

Il bivio è sempre quello: correrci sopra, sperando di non peggiorare, per inseguire gli obiettivi? Oppure è meglio fermarsi?

Ai posteri l’ardua sentenza. La mia sentenza è che di certo non mi avventurerò in una mezza improbabile in quel di Vittuone, il 9 febbraio. A malincuore, ci tenevo molto. Ma non voglio forzare inutilmente.

L’infortunio ha un unico lato positivo: ti insegna a scoprire il tuo limite e soprattutto a tenere a mente che sei limitato. Qualsiasi sia il tuo livello, devi conoscere fin dove potrai arrivare ed è inutile bruciare le tappe se il fisico non te lo consente.

Ora riposo e allenamento blando fino a quando non sarò pronto a puntare di nuovo ai 21 km. Da lì ripartirà qualsiasi altra ambizione.

Pensiero del mattino

Guardati allo specchio e vedrai il tuo unico vero avversario.

Quello che non ti vuole fare alzare presto.

Quello che non ti vuole far uscire se fa freddo.

Quello che non crede in te.

Quello che ti riempie la testa di pensieri pesanti come pietre ammassate.

Se riesci a non dargli retta, ti aspetta l’alba, col suo rosso sopra le file di alberi.

L’aria pungente che sa di buono e ti pizzica le guance.

Il manto di foglie che come un tappeto accoglie i tuoi passi.

Il silenzio assordante del mattino, nel quale cercare ogni risposta.

DeejayTen, un anno dopo

Chi conosce la mia storia può immaginare il legame forte tra me e la DeejayTen.

È stata la mia prima 10km, ma è stata soprattutto la conclusione di un percorso che mi ha profondamente cambiato dentro e fuori.

Non potevo quindi mancare, un anno dopo, in quel di Milano. Mi ero iscritto molto presto infatti, ed ero carico di aspettative sul risultato finale poiché so che il clima di iniziative di tale portata trascina spesso verso un miglioramento del proprio record personale.

Mi sono allenato molto quest’estate, non senza fatica vista la mia insofferenza al caldo (e a una lieve lombalgia che non mi ha fermato ma ha compromesso i risultati) ma sono convinto di aver messo nelle gambe tanto allenamento, che spero possa essermi utile anche e soprattutto per il prossimo appuntamento in programma: la mezza maratona di Cremona, che correrò la prossima domenica.

Ma tornando a domenica scorsa, sono partito da casa con tanto entusiasmo, in solitaria, come a volermi godere il momento intimamente, solo con me stesso. La giornata che Milano ha regalato non era tra le più belle, ma senza pioggia e senza freddo, quindi comunque ideale per correre senza insidie.

L’evento ha confermato anche quest’anno un’organizzazione impeccabile. Sono riuscito a partire nella prima wave, per arrivare al traguardo presto e godermi con calma l’atmosfera del parco Sempione prima di concedermi un lauto pranzo con famiglia.

Al traguardo, infatti, ho trovato moglie e figlia come in tutte le occasioni per me importanti.

La gara è stata intensa e tirata. Come sempre il contesto affollato di distrae e allo stesso tempo ti spinge. Complice quindi la folla, ho tenuto un ritmo sostenuto per tutto il percorso, cercando di non perdere il passo anche quando il mio gps è andato momentaneamente in tilt.

Risultato: personal best, abbassando di diversi secondi il record precedente che avevo registrato alla StraMilano.

Che la si consideri gara oppure no, la DeejayTen si conferma un evento per tutti i runner, con un’atmosfera unica nella quale respirare sport e condivisione.

Rimarrà per me un appuntamento fisso, al quale sarò eternamente affezionato.

Adesso testa a Cremona e poi agli obiettivi per il 2020.

Diario di inizio estate

Ebbene sì. Manco da un po’ su queste pagine. Ma come ho avuto modo di far capire negli ultimi post, è stato un maggio intensissimo di appuntamenti di vita e di lavoro che mi hanno per forza di cose distratto dalla corsa. Distratto, ma non distolto. Perché continuo a correre. E quando non lo faccio è un dramma, col senso di colpa che fa capolino per la paura di perdere quanto ho faticosamente e con soddisfazione costruito da un anno a questa parte.

Già, perché un anno fa ancora non avevo iniziato a correre. Camminavo, sì, ma non è lo stesso. Perché il cambio di mindset, gli obiettivi ambiziosi, il percorso di rinascita, sono arrivati dopo.

In ogni caso, come dicevo, sto correndo. Mantengo una media di 18-20 km alla settimana, con 3 uscite da 6 di base. L’obiettivo è mantenere la forma in vista di settembre, quando di certo programmerò la prossima mezza maratona.

Il caldo si fa sentire ed è una vera insidia per gli allenamenti. I trucchi che ho messo in pratica finora sono molto banali e semplici, ma sono del resto gli unici a disposizione:

– correre al mattino presto o la sera tardi; GUAI a correre con il sole addosso, rischia di diventare troppo impegnativo per chi non è sufficientemente allenato;

– cambiare itinerario in base alle mitiche fontanelle; ce ne sono sempre meno, ma ci sono, e aiutano nel momento di arsura che – nel mio caso – arriva al quinto km di allenamento.

Per il resto bisogna ovviamente vestirsi poco.

A breve andrò al mare sperando di potermi concedere svariate corse su bagnasciuga e lungomare.

Compierò proprio lì, sul mare, il primo compleanno da runner.

[StraMilano 2019] Il bello di superare se stessi

Sono reduce da una StraMilano intensa. Densa. Di persone, storie, colori, passione.

Non avevo pretese sulla gara in se, e forse proprio per questo ho fatto benissimo. Quando lasci andare i pensieri e non ti ossessioni sul risultato, è più facile raggiungerlo.

Molto difficile applicare questa regola in tutti i contesti. Il fatto stesso di darti un obiettivo ti mette sotto pressione e per quanto tu possa impegnarti a non pensarci, avrai proprio solo quell’obiettivo in testa fino al momento in cui capirai di averlo raggiunto o meno.

Ma quando riesci a puntare l’obiettivo senza pressione, godendoti il viaggio, realizzi che dovrebbe essere l’unico modo possibile per provare a farlo. Essere ossessionati da qualcosa non porta valore aggiunto se non in casi rari. Per chi, come me, corre esclusivamente per superare se stesso, non ha alcun senso caricarsi di ulteriore pressione. E quando riesci a evitarlo arrivano risultati inaspettati.

Ecco quindi un bel record personale sui 10, quasi senza accorgermene. Godendone il doppio, all’arrivo.

Bisogna ringraziare Milano per l’evento di ieri. Per la sua bellezza, per l’accoglienza che sa riservare a chi la visita, per la storia che racconta nei viali, nei suoi monumenti, nelle persone fermo agli angoli delle strade. Per la sua modernità.

So di alcune difficoltà organizzative nel finale della mezza maratona e di molte polemiche tra i partecipanti ed è un peccato che siano state disattese le aspettative di chi era pronto a dare tutto. Sicuramente l’organizzazione ne farà tesoro per fare in modo che le prossime edizioni siano al 100% all’altezza di un evento così atteso e così partecipato.

Ma è stata, nonostante tutto, una bella giornata di festa.

Ora testa ai prossimi obiettivi. Arrivano due settimane in cui mi dedicherò un po’ a famiglia e amici ma sono a caccia della seconda mezza maratona, che correrò se tutto va bene tra fine aprile e inizio maggio.

Vietato fermarsi!

Digital Run 2019

La scorsa domenica ho partecipato alla Digital Run 2019 correndo la 10 km non competitiva.

Un’esperienza bella per diversi motivi. Innanzitutto è stata ma prima occasione in cui ho corso sentendomi parte di un team, quello dell’azienda per cui lavoro. È stata un’occasione per indossare una divisa di gara e per conoscere persone nuove.

Ho avuto inoltre occasione di trascorrere la mattinata in compagnia di Max, uno dei manager della mia agenzia, persona che stimo, maratoneta. Una bel momento di condivisione tra runner: è stato bello ascoltare qualche suo racconto sulle maratone che ha corso (e su quelle che correrà).

In ultimo, correre nel cuore di Milano è sempre bello: dal Castello alla Triennale, dall’Arco all’Arena, tanti gli scorci che la città sa regalare.

Il percorso ad anello si snodava all’interno del parco Sempione, con alcuni tratti esterni, e andava percorso due volte per completare i 10 km, sono andato piuttosto forte nel primo per poi rallentare un po’ nel secondo. PB sui 10 solo sfiorato (lo avevo fatto la domenica prima in gara a Brescia), mi accontento di un PB ottenuto sui 5.

Di seguito qualche foto. Ora testa alla StraMilano ormai alle porte!

Mezza maratona – Q&A

Avevo promesso di rispondere a qualche domanda sulla prima mezza corsa a Brescia, sia sull’esperienza in sè che sul percorso di allenamento e preparazione.

Così ho raccolto le domande e le curiosità su Instagram e ho provato l’esperimento di una live. È stato decisamente divertente, e spero lo sia stato anche per le persone che lo hanno seguito in diretta o successivamente.

Ma siccome sono in vena di esperimenti, per chi si fosse perso questo momento di condivisione e fosse interessato ad approfondire, ecco di seguito un video in cui ripercorro le stesse domande.

È, per l’appunto, un esperimento. Non sono così a mio agio nel registrare video guardando dritto in camera.

Fatemi sapere che ne pensate!

Prima della corsa: stretching sì o stretching no?

Esistono due categorie di runner: quelli che contemplano lo stretching prima della corsa, e quelli che invece lo reputano un errore.

La cosa certa invece è che tutti riconoscono come fondamentale la fase di riscaldamento. Che sia una sessione ad hoc o semplicemente un km iniziale di corsa “blanda”, riscaldarsi è necessario per evitare fastidi e infortuni.

Tornando allo stretching: è chiaro che “a freddo” bisogna muoversi con cautela, ma nel momento in cui abbiamo dei punti deboli (come ho già avuto modo di raccontare io ho avuto qualche problema alla bandelletta, ad esempio) l’allungamento muscolare può aiutare a distendere eventuali tensioni e affrontare la corsa in modo più agevole.

Quando fa freddo come in questo periodo io faccio stretching in casa al caldo, una volta vestito per uscire a correre. In questo modo evito di allungare i muscoli quando fuori ci sono 0 gradi.

Ovviamente invece dopo la corsa (appena si è finito di correre o dopo un po’ rispetto alla fine dell’allenamento) lo stretching è obbligatorio. Non ci devono essere scuse.

Vi lascio qui un link a un articolo di RunLovers che approfondisce ulteriormente il tema è offre alcune indicazioni “tecniche”.

@runner_extralarge

corri che ti passa soundtrack

“Corri che ti passa”: original soundtrack

Quando il mio collega e amico Andrea mi raccontava, mentre stava finendo di leggere il mio libro, le canzoni che Spotify gli faceva ascoltare quasi per caso durante la lettura di alcuni passaggi cruciali, mi sono immaginato davvero la mia storia come un film. Per carità non fraintendetemi, non che creda di avere una storia così importante da poter ambire davvero a vederla un giorno sul grande schermo.
Semplicemente ho usato l’immaginazione, per emozionarmi un pò.

E allora l’ho invitato a creare davvero una sorta di soundtrack, che potesse unire i capitoli della mia storia in un racconto rock&roll cross-generazionale. E lui lo ha fatto, facendomi uno dei più bei regali che mi potessero fare in questo momento.
Riascoltando questo saliscendi musicale, tra canzoni che conosco molto bene e canzoni che non avevo praticamente mai ascoltato, mi sono emozionato sul serio.
È stato bello rivivere e riassaporare ricordi anche “scomodi” con un sottofondo in grado di interpretarli.
Non vi nascondo, anzi, di essere scoppiato a piangere nel momento in cui, riascoltando Down in a hole dopo tanto (forse troppo) tempo, è esploso il riff di chitarra al minuto 1 circa.
La cosa bella di ogni storia – e la mia non fa eccezione – è che ognuno può farla propria, elaborandola con quanto ha dentro di sé.
Vi lascio a fondo pagina il link per ascoltarla su Spotify.
Di seguito invece ho raccolto i pezzi che la compongono, uno a uno.

CORRI CHE TI PASSA – SOUNDTRACK

  1. Qualcosa non va / ALICE IN CHAINS – Down in a hole

2. Preoccupazione / MOGWAI – I’m Jim Morrison I’m Dead

3. Non è la solita cosa / APPARAT – You don’t know me

4. Chi mi capirà? / DE ANDRÈ – Amico fragile

5. Ancora e ancora / MARLENE KUNTZ – Mala Mela

6. Voglio capire / NEGRITA – Provo a difendermi

7. Mi sento solo / THE DOORS – Riders on the storm

8. Voglio una soluzione / AUDIOSLAVE – Like a stone

9. Ci sono / THE ARCADE FIRE – Wake up

10. Mi guardo intorno / PFM – Impressioni di settembre

11. Il primo passo / CASPIAN – Run dry

12. Il primo giro / SIGUR ROS – Hoppìpolla

13. Sto correndo / JUNIP – Far away

14. Là in fondo c’è la mia famiglia / STEVIE WONDER – I believe

15. Ciao, sono uno che corre / GROOVE ARMADA – Look me in the eye sister

16. Ricordiamocelo / MANNARINO – Vivere la vita

“E adesso vivi.
Perché non avrai altro di meglio da fare, finché non sarai morto”.

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PLAYLIST SU SPOTIFY: https://open.spotify.com/playlist/1KuDL52yBjNHFxnwTerYWq