Quel ramo del lago di Como…

Questa nuova avventura avrà inizio proprio lì. Come fosse l’incipit di un romanzo. Invece sarà l’ennesima occasione per dimostrarmi quante cose siano cambiate in un solo anno. Guardate un po’ la foto qui sotto. Lo ammetto: mi fa un po’ impressione vedere foto di un anno fa in cui sono molto diverso. Stento a riconoscermi. Dall’esterno la differenza è evidente nell’apparenza. Quella che noto maggiormente io è nello sguardo. Nella luce che lo contraddistingue.

Impensabile. Semplicemente folle. Ecco come mi sarebbe sembrata la prospettiva di correre due mezze maratone entro la fine di maggio 2019. E invece…

E invece arrivo a questa seconda prova con tanti km nelle gambe anche se mi sono preparato con meno minuzia rispetto a Brescia. Non perché l’occasione meno importante, anzi. Ma semplicemente il tempo a disposizione per allenarsi è stato meno e ho dovuto rivedere la tabella con una versione soft.

Ad ogni modo sono arrivato a correre 18 km, come la volta scorsa. Un giro bellissimo, per altro, fiancheggiando il naviglio per 6km dopo partito da casa. Questa è la fortuna di vivere in un luogo come quello dove vivo: natura, campi, scenari eterogenei in pochi km.

E adesso Como. Questa volta nessuna trasferta particolare, raggiungeremo la partenza sul presto per recuperare il pettorale e poi via.

Mi hanno detto che il percorso non è banale poiché prevede qualche saliscendi. Poco male, cercherò di dare il massimo senza troppe pressioni. Quel che conta è godermela.

Vi racconterò come sempre tutte le sensazioni.

Stay tuned.

35 anni e nuovi bilanci

È passato un anno. Era il 2 aprile 2018 quando tutto è iniziato. L’esplosione di malessere, il momento di torpore, i mesi di fatica e controlli, l’inizio della risalita.
Non sarei qui a scrivere queste righe, se non fosse successo.

Da lì le camminate, le corse, Instagram, questo blog, il libro. Un’avventura lunga un anno, intensa, stramba, imprevedibile.
E quanta ricchezza ho raccolto in questi mesi. Il bilancio non potrebbe essere più positivo. Non è stato facile. Quello no.

Ma la cosa che mi porto a casa in tutto questo è la consapevolezza di avere in poco tempo cambiato l’immagine che le persone avevano di me. Lo attesta il fatto che compiendo i miei 35 anni ho ricevuto una serie di regali a tema running che mi hanno emozionato e quasi commosso.
Perché la gente – famiglia, amici, conoscenti -ha capito, anche con un pò di fatica all’inizio, quanto sia importante per me. A tal punto da spronarmi, e provare a darmi nuovi obiettivi. Nuovi traguardi.

È stato molto bello.

Io nel frattempo per questi 35 mi sono “regalato” due settimane di stacco in cui allenarmi con calma, senza obiettivi, senza gare. Un weekend – quello scorso – a Parigi con la mia famiglia, un weekend in montagna tra amici – quello che sta per arrivare.
Prossimo obiettivo: una mezza maratona tra la fine di aprile e l’inizio di maggio.

Ma prima una tappa in casa: il 14/4 si corre nella mia Corbetta.

Qualche giorno ancora, dunque, e si riprende a mettere km nelle gambe!

brescia half marathon 2019

Brescia, arrivo!

Ebbene ci siamo.
5 giorni.
120 ore.
7200 minuti.

Ho aspettato tanto questo momento e l’unico pericolo adesso è quello di non viverlo con la giusta serenità. Proverò a non correre questo rischio ovviamente.
La tensione è tanta, ma è una tensione positiva. A 11 mesi circa da quella notte in cui il panico si era impossessato della mia testa, provo a correre la mia prima mezza maratona. Non li ho ancora corsi, finora, 21 km. Avrei potuto, è evidente. Ma è come se romanticamente avessi voluto lasciare la suspence per il 10 marzo. Domenica prossima.

Singolare anche, a pensarci bene, che io mi appresti a puntare a questo traguardo nel mese di marzo. Marzo è il mio mese, da sempre. Precisamente da quel 27 marzo 1984 in cui sono nato.
E marzo fa parte di me, lo riconosco dai profumi nell’aria, dalla primavera che si prepara a esplodere, dai fiori che fanno capolino con i loro colori, dal sole a tratti un pò più caldo, dalle giornate che si allungano.
Marzo è primavera, e primavera è rinascita.

Ma tornando alla corsa: sono arrivato alla scorsa settimana con le gambe davvero cariche di km. E quindi di fatica. Ci sta, non mi sono risparmiato, ho corso dai 30 ai 40 km per settimana dagli inizi di gennaio.
Questa settimana starò scarico, con brevi corse lente e un pò di cyclette.

Sabato si parte, con famiglia e amici al seguito, per questa piccola grande avventura.
Vi racconterò tutto, sperando vada come deve andare.

In ogni caso se mi guardo indietro sono convinto che…comunque vada, sarà un successo.

corri che ti passa soundtrack

“Corri che ti passa”: original soundtrack

Quando il mio collega e amico Andrea mi raccontava, mentre stava finendo di leggere il mio libro, le canzoni che Spotify gli faceva ascoltare quasi per caso durante la lettura di alcuni passaggi cruciali, mi sono immaginato davvero la mia storia come un film. Per carità non fraintendetemi, non che creda di avere una storia così importante da poter ambire davvero a vederla un giorno sul grande schermo.
Semplicemente ho usato l’immaginazione, per emozionarmi un pò.

E allora l’ho invitato a creare davvero una sorta di soundtrack, che potesse unire i capitoli della mia storia in un racconto rock&roll cross-generazionale. E lui lo ha fatto, facendomi uno dei più bei regali che mi potessero fare in questo momento.
Riascoltando questo saliscendi musicale, tra canzoni che conosco molto bene e canzoni che non avevo praticamente mai ascoltato, mi sono emozionato sul serio.
È stato bello rivivere e riassaporare ricordi anche “scomodi” con un sottofondo in grado di interpretarli.
Non vi nascondo, anzi, di essere scoppiato a piangere nel momento in cui, riascoltando Down in a hole dopo tanto (forse troppo) tempo, è esploso il riff di chitarra al minuto 1 circa.
La cosa bella di ogni storia – e la mia non fa eccezione – è che ognuno può farla propria, elaborandola con quanto ha dentro di sé.
Vi lascio a fondo pagina il link per ascoltarla su Spotify.
Di seguito invece ho raccolto i pezzi che la compongono, uno a uno.

CORRI CHE TI PASSA – SOUNDTRACK

  1. Qualcosa non va / ALICE IN CHAINS – Down in a hole

2. Preoccupazione / MOGWAI – I’m Jim Morrison I’m Dead

3. Non è la solita cosa / APPARAT – You don’t know me

4. Chi mi capirà? / DE ANDRÈ – Amico fragile

5. Ancora e ancora / MARLENE KUNTZ – Mala Mela

6. Voglio capire / NEGRITA – Provo a difendermi

7. Mi sento solo / THE DOORS – Riders on the storm

8. Voglio una soluzione / AUDIOSLAVE – Like a stone

9. Ci sono / THE ARCADE FIRE – Wake up

10. Mi guardo intorno / PFM – Impressioni di settembre

11. Il primo passo / CASPIAN – Run dry

12. Il primo giro / SIGUR ROS – Hoppìpolla

13. Sto correndo / JUNIP – Far away

14. Là in fondo c’è la mia famiglia / STEVIE WONDER – I believe

15. Ciao, sono uno che corre / GROOVE ARMADA – Look me in the eye sister

16. Ricordiamocelo / MANNARINO – Vivere la vita

“E adesso vivi.
Perché non avrai altro di meglio da fare, finché non sarai morto”.

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PLAYLIST SU SPOTIFY: https://open.spotify.com/playlist/1KuDL52yBjNHFxnwTerYWq

federico mancin runner extralarge

Road to Brescia – diario di bordo

3 settimane, ormai meno, per arrivare a misurarmi con la mia prima mezza maratona.
È tantissimo ma allo stesso tempo è molto poco.

Come procede? Direi bene: avevo una tabella di allenamento e la sto rispettando con buoni risultati. Sono reduce da un allenamento di 18.5 km che mi ha provato dentro e fuori ma mi ha lasciato la convinzione che ce la posso fare. Ero esausto alla fine dell’allenamento, ma sono convinto che altri 3 km li avrei corsi per tagliare il traguardo. Devo “solo” imparare a gestire le energie nella fase centrale della gara. Dopo il 12km accuso la fatica e per questo devo trovare il modo migliore per reintegrare durante l’allenamento. I ristori non fanno per me: bere e mangiare quando la respirazione è a mille non è semplice, e non mi riesce bene.
Sto valutando quindi l’utilizzo di integratori gel, da usare a metà percorso per trovare nuove energie.
Dovrò fare un test il prossimo weekend, nell’ultimo “lungo” che mi concederò prima del grande giorno.
Se per le gambe proverò con un gel, per la testa non ci sono trucchi. Dovrò tirare fuori tutta la mia forza mentale per superare quei due momenti di sofferenza che già prevedo: a metà percorso, e negli ultimi due km.
Ma ho allenato tanto la mia mente in questi mesi: quando la fatica si fa sentire ho imparato ad attingere i giusti pensieri per andare avanti.

Per il resto, l’unica preoccupazione sono gli acciacchi vari: devo prevenire qualsiasi affaticamento nei prossimi 20 giorni – l’ultima settimana rimarrò al limite dello scarico, per non rischiare.

Un altro punto fondamentale sul quale mi sto interrogando è quello dell’alimentazione: da una parte mi chiedo se mangio abbastanza, soprattutto in concomitanza con allenamenti intensi come quello di domenica; dall’altra mi chiedo cosa sia ideale mangiare per reintegrare le energie.
Mi sono schiarito le idee confrontandomi con qualche amico runner su Instagram, ma è un tema che mi riservo di approfondire in seguito.

Eccola qui la medaglia che proverò a conquistare.
Potrebbe essere la prima di una lunga serie.
Staremo a vedere ;).

L'immagine può contenere: spazio all'aperto
federico mancin

Corri che ti passa: un primo bilancio

Ho riflettuto tanto sul pubblicare o meno la mia storia, una volta che avevo finito di scriverla. Ho riflettuto sul fatto di condividere con tante persone, conosciute e non, un momento della mia vita in cui sono stato incredibilmente fragile. Vulnerabile.

Ho deciso di farlo perché ero affascinato dall’idea che qualcosa di così faticoso e “brutto” potesse dar vita a qualcosa di “bello”. E utile. Ma mai avrei pensato di raccogliere un “capitale umano” così grande.

Mi hanno scritto in tanti, in queste prime settimane. Amici, conoscenti, sconosciuti.

Ci sono stati quelli che:
“grazie per aver condiviso la tua storia, mi ci sono rivisto”.
Tantissime persone che in passato hanno vissuto momenti simili. Stress e ansia non perdonano, sono molti a rimanere vittima delle emozioni, della quotidianità, delle responsabilità. Raccontando la mia storia, ho raccontato anche la loro.

Ci sono stati quelli che:
“non leggevo un libro da anni”.
Perché alla fine, anche se non sono Baricco, sempre di libro si tratta. E libro è sinonimo di cultura. Sono contento di aver riavvicinato qualcuno alla lettura.

Ci sono stati quelli che:
“domani vado a correre”.
Ho visto con i miei occhi persone insospettabili mettere le scarpette e darsi da fare. Il fatto che sia successo dopo aver letto il mio libro mi riempie di orgoglio.

Ci sono stati quelli che:
“è scritto davvero bene, complimenti”.
Mi è sempre piaciuto scrivere. Ma siamo tutti un pò uguali: ci sottostimiamo. E così ho fatto io alla fine, avendo paura di essere giudicato per come ho messo in prosa i miei pensieri. E invece ho ricevuto consenso anche da chi questo mestiere lo fa sul serio.

Ci sono stati quelli che:
“sei un esempio di motivazione e perseveranza”.
Ed è proprio questo il motivo per il quale ho deciso di raccontarmi: per dimostrare che è tutto a portata della nostra forza di volontà.

Ne ho ricevuti molti altri ovviamente, di messaggi. Tutti speciali, forti, intensi, emozionanti.
Ed è per questo che sono ancora più orgoglioso di quanto ho fatto, e ringrazio di cuore chi ha letto o leggerà “Corri che ti passa”.

Presto effettuerò la prima donazione ad AISM, interamente ricavata da questo progetto. Non potrei essere più felice di così.

@runnerextralarge