Runner Extralarge ritmo di corsa

L’importanza del ritmo

Nella preparazione della mia prima mezza maratona mi sto informando molto per capire da una parte come aumentare la mia resistenza e dall’altra come aumentare il passo.
Diciamo che al momento sto alternando allenamenti adatti a entrambi questi aspetti e per aumentare il passo sto provando a concentrarmi sul ritmo, ovvero sul numero di passi al minuto.
Questo perché, leggendo qua e là, ho compreso che la velocità consigliata dai più esperti per un ritmo adeguato è sui 175-180 bpm. Significa quindi che è necessario effettuare 175-180 passi al minuto.
Bene.

Credetemi, non è un ritmo da dare per scontato. Appena ho provato a valutare quale fosse il mio ritmo mi sono reso di essere piuttosto lontano da quella velocità. E ho capito quindi che avevo un nuovo obiettivo da raggiungere: aumentare il ritmo.
Già, ma come fare?

Ho notato in questi 8 mesi da runner neofita che nulla funziona meglio del correre con qualcuno più veloce di te. Correre con il mio “coach” mi ha permesso quasi sempre di abbattere il mio personale. Ma non avendolo ovviamente sempre a disposizione come “pacer” per ogni allenamento ho dovuto trovare un’alternativa. Questa alternativa è la musica.
Esistono svariate playlist su Spotify dedicate alla corsa, con svariati bpm.
Si tratta semplicemente di playlist in cui si susseguono canzoni che hanno un determinato ritmo e seguendole è possibile mantenere una cadenza adeguata.

Ovviamente – come sempre – è bene andare per gradi. Non avrebbe senso partire con una playlist a 175 quando corriamo a 150.
Io ad esempio sono partito con una playlist – questa – da 160 bpm. Mano a mano sono andato a incrementare.
Ne ho identificata ad esempio una da 175, la trovate qui.

Aumentando il ritmo noterete che di fatto non è necessario fare più fatica ma anzi, la corsa diventa più efficiente. Da una parte perché a livello posturale la velocità può giovare (se devi “tarellare” – andare veloce, ndr – e più facile restare coordinati). Dall’altra perché ogni passo restituisce energia alla nostra corsa, dandoci ulteriore spinta sulle gambe.

Se avete consigli, considerazioni o esperienze sul ritmo e su come aumentarlo per migliorare le performance, condividetele :).

@runner_extralarge



runner extralarge

La prima mezza: alea iacta est

Ebbene eccoci qui. Dopo tanti proclami ho deciso davvero dove per la prima volta mi misurerò con la distanza di 21,0975 km.
Distanza che rispetto e alla quale mostrerò fino all’ultimo un rispetto reverenziale profondo. Per ora non ci sono arrivato. Ho corso solo 14 km in totale, in questo periodo di allenamento intenso.

Ho scelto di correre in una città non troppo distante da dove vivo, per fare in modo che la mia famiglia possa accompagnarmi senza viaggi impegnativi. Si resta in Lombardia, dunque.
Ho scelto di correre in una città dove è nato e cresciuto un artista al quale sono molto affezionato e che tanto mi ha regalato, in musica, nella sua carriera. La città di Omar Pedrini e dei Timoria.
Ho scelto di correre nella “Leonessa d’Italia”, come la definì il Carducci.

Correrò la mezza alla Brescia Art Marathon 2019. Succederà il 10 Marzo, se tutto va come deve andare.

Mi sto preparando duramente per farlo. Come guida mi sono liberamente ispirato alle indicazioni fornite da un articolo di RunLovers.
“Liberamente” poiché per seguirla al 100% avrei bisogno di due vite, ma siccome ne ho solo una (come tutti) ho cercato di tararmi sull’obiettivo di arrivare a correre 40 km a settimana, tenendo come base 3 allenamenti settimanali. Ho accantonato per ora il potenziamento muscolare mantenendo solo la corsa, con l’obiettivo di macinare chilometri.

In questo momento a due allenamenti da 10 aggiungo sempre il lungo del fine settimana, che per ora è arrivato a 14.
Cercherò di arrivare a correre i 18 prima del giorno della mezza, quando con ogni probabilità correrò quella distanza per la prima volta.

Ho iniziato a correre in luglio 2018, sono orgoglioso di ciò che sto facendo e consapevole di essermi dato un obiettivo comunque ambizioso.
Sono carico e curioso di mettermi alla prova.

@runnerextralarge

Runner Extralarge - StraMagenta 2019

StraMagenta 2019 – in the name of Gelindo

Ero carico per diversi motivi, oggi, a Magenta. Da una parte stavo per correre in una cittadina a me cara – ci ho trascorso i lunghi e intensi anni del Liceo. Dall’altra ero reduce da un allenamento andato male (anche se ho scoperto poi che in realtà, semplicemente, stavo male).

Fatto sta che questi 10 km li ho vissuti come un banco di prova. Caro Federico, sei davvero pronto a far fatica oppure no?
Siamo arrivati – io e il mio amico-coach – in perfetto orario al nastro di partenza. E dopo un breve riscaldamento in questa grigia domenica invernale, siamo partiti.
La cosa bella delle partenze in “gara” è che all’inizio sei letteralmente trascinato dalla folla di atleti intorno a te. Parti quindi serenamente mezzo minuto sotto al ritmo di allenamento. È normale.
Siamo partiti forte, quindi, rispetto all’obiettivo che mi ero prefissato, ambizioso: correre sui 6.30 per provare a battere il mio personal sui 10.

Fin dall’inizio le gambe ne avevano, e la testa ancora di più: ho chiuso i primi 5 in 29 minuti. Record assoluto per me.
Il secondo giro da 5km è partito ovviamente un pò a rilento perché già non arrivavo da una settimana di allenamento fatto bene, e in più stavo correndo quasi un minuto sotto il mio PB.
Ma non ho mollato. Spronato dal coach, ho tenuto botta e nel momento in cui dovevo tirare fuori gli artigli mi è venuto in mente proprio lui: Gelindo.

No, non sono un esperto di atletica leggera. Anzi, fino a un anno fa ero abituato a passare le mie domeniche mattina sul divano, o a fare qualche gita al massimo. Ma ovviamente mi sto facendo una cultura su personaggi della storia di questo sport e sono rimasto profondamene colpito da un video apparso sul mio feed Facebook un paio di settimane fa.
Quel video racconta l’impresa di Gelindo Bordin, che vinse in volata l’oro olimpico nella Maratona a Seoul, nel 1988. Sorpassando due atleti africani all’alba dei 40 (QUARANTA) km.
Mi ha profondamente colpito e, non lo nascondo, emozionato vedere la forza di volontà di questo (all’epoca) ragazzo, che ovviamente sotto il piano fisico si misurava con atleti di caratura mondiale e ha dovuto giocarla col cuore e con la testa.
Vi lascio qui sotto il video che mi ha stregato (reso epico dalla telecronaca di Mazzocchi):

Io, intanto, grazie al coach e a Gelindo , mi porto a casa i primi 10km sotto l’ora. 58:30 minuti di grinta e cuore.
La strada è lunga, ma la direzione è giusta.

@runnerextralarge

Quando l’allenamento va male

Eh già, non mi era mai successo prima ma può succedere. Hai puntato tutta la tua attenzione sul lungo domenicale, hai un obiettivo chiaro nel breve e nel lungo periodo, sei pronto a tutto per arrivare in fondo ma…qualcosa non va.

Nel mio caso domenica scorsa non ero al 100% in partenza, stavo covando una lieve sindrome influenzale senza rendermene conto.

Uscito con tanti buoni propositi per fare 15 km, ne ho chiusi male 14. Qualche ora dopo ho realizzato che in realtà, di fatto, ero debilitato dalla febbre.

Ma durante l’allenamento non avevo messo a fuoco la causa del mio malessere e l’ho attribuita solo ed esclusivamente alle mie gambe. Per questo, negli ultimi km, ho fatto i conti con l’idea del fallimento.

È vero, potevo mollare e non ho mollato. Ma non ho portato a casa la performance che mi aspettavo, ho fatto tanta fatica ad arrivare in fondo, e allo stremo delle forze sono arrivato a chiedermi che senso avesse tutto questo.

A poco è servito richiamare alla mente da dove sono partito e perché lo sto facendo. Solo le parole del mio amico-coach mi hanno tenuto su fino all’ultimo metro.

Dopodiché, ad allenamento finito, ero esausto come non lo sono mai stato. Ho rimandato i pensieri a oggi (lunedì) per analizzare il fatto che sì, può capitare che un allenamento vada storto, che il risultato tardi ad arrivare o non arrivi proprio, che la fatica per arrivare in fondo sia completamente sproporzionato alla soddisfazione finale. Un atleta passa anche (e forse soprattutto) attraverso momenti così. Bisogna recuperare le forze fisiche e mentali e pianificare il passo successivo.

Nel mio caso è la StraMagenta, domenica prossima.

Rimbocchiamoci le maniche, facciamo i conti col fallimento, e andiamo oltre.

@runner_extralarge

Abile e arruolato

Ebbene sì, lo ammetto: ho vissuto con un po’ di apprensione la vigilia della visita medico-sportiva per l’agonismo. Non tanto perché non mi sentissi in forma – credo di non essere mai stato più allenato in vita mia – ma perché il mio lato apprensivo e ipocondriaco mi porta sempre a preoccuparmi anche quando è inutile e a dir poco non necessario.

Certo, c’è da dire che in questo caso la posta in gioco era alta: ho dichiarato ai 4 venti i miei progetti futuri ma senza questo “tagliando” non avrei potuto proseguire serenamente il mio percorso.

Tant’è, stamattina mi sono recato al centro sportivo che avevo individuato nei pressi di casa mia – nel milanese – per la visita. Sin dall’ingresso mi sono sentito sotto pressione nel guardare cimeli vari appesi alle pareti: maglie autografate di calciatori, pallavolisti, giocatori di basket mi osservavano mentre percorrevo il corridoio che mi ha condotto all’accettazione.

Era dal – credo – 2001 che non mi sottoponevo a una visita per l’agonismo. Ai tempi giocavo a calcio e visite come queste erano una pura formalità. Anche oggi lo era in teoria, ma all’atto pratico non si sa mai.

Mentre ero in attesa del mio turno, seduto in silenzio in sala d’aspetto, pensavo a come è cambiata la mia vita da 9 mesi a questa parte. E la corsa è una delle novità principali. È successo tutto così in fretta che a volte devo fermarmi un attimo e pensare al percorso fatto fino a qui. E nonostante tutto devo essere orgoglioso di me stesso.

Ecco che sento chiamare il mio nome e la tensione sale. Il battito a riposo era abbondantemente sopra il livello di guardia ma sono fatto così e posso farci poco. Se non altro la dottoressa è stata carina e cortese sin da subito, mettendomi immediatamente a mio agio.

Spirometria, misurazioni, esame della vista e poi via, sulla Cyclette per il test da sforzo.

Tutto bene, dunque. Abile e arruolato per un anno di corse. Ho lasciato il centro medico con una sensazione a metà fra liberazione e soddisfazione.

Adesso la mezza maratona tocca correrla davvero. 😉

@runner_extralarge

Runner Extralarge allenamento

Running e musica

Si, lo so, lo so. Il runner purista corre senza musica.
In alcune competizioni, per altro, non è proprio possibile correre ascoltando musica: è considerata un elemento in grado di alterare la prestazione dell’atleta, alla stregua del doping (!).

Ma immaginate un runner neofita che ancora stenta a trovare la voglia per allenarsi con continuità. Nel suo caso la musica da ascoltare durante un allenamento diventa prima fonte di motivazione.

Per questo personalmente credo che correre senza musica, ascoltando il proprio corpo e il rumore dei propri passi, sia un obiettivo più che un punto di partenza.
La musica è una compagna di corsa dal valore inestimabile. Ti carica, ti motiva, ti emoziona.

Correre al tramonto, in una giornata di fine estate, con Immortality dei Pearl Jam che parte e ti accompagna per qualche minuto non ha prezzo. Le note si diffondono nel tuo padiglione auricolare, il sole sempre più basso sull’orizzonte, una leggera brezza che ti accarezza. Un sogno :).

Durante le competizioni, invece, non ho mai corso con la musica. Credo che quello sia il contesto ideale per provare a farne a meno, ascoltando e osservando il mondo circostante.

Entrando nel merito degli accessori io ho optato per un paio di cuffie bluetooth adatte allo sport, acquistate su Amazon, da utilizzare in combo con il mio smartphone.
Anche la combo con lo smartphone diventa, ad un certo punto, un “problema”: quando cominci a correre con frequenza e ti doti di conseguenza di uno smart/sport-watch, portare il telefono con te in allenamento o in gara diventa superfluo.

In quel caso servono tasche oppure un comodo marsupio da running (su Amazon se ne trovano a pochi euro) dove mettere eventualmente anche documenti e qualche soldo.

Ovviamente arriva il momento in cui il tuo desiderio è quello di correre libero da qualsiasi oggetto. Ma a quel punto possiamo dire che la musica non è più una delle tue priorità ;).

@runner_extralarge

Runner Extralarge San Marino allenamento

La valigia sul letto…

è quella di una lunga corsa!

Già, da quando corro ho una nuova piccola mania: correre ovunque quando mi trovo lontano da casa. Si perché chi corre sa bene che il running può essere anche un modo per esplorare.

Io stesso ho scoperto luoghi inesplorati (almeno per me) a due passi da casa da quando esco a correre. La bellezza dell’esplorare si amplifica oltre modo quando hai l’occasione di farlo se sei in viaggio (sia per diletto, sia per lavoro).

Per queste vacanze di capodanno, ad esempio, ho preparato la valigia ma ancora prima ho preparato la mia borsa da runner. E ho pianificato quando e dove fare una corsa – ho fatto un lungo lento (10km) in quel di San Marino, su un percorso sterrato che ripercosse il solco di una ex-ferrovia.

In questo modo, oltre a mantenere l’allenamento e smaltire il panettone, mi sono regalato un momento tutto per me per riordinare i pensieri e i buoni propositi per l’anno che sta cominciando.

Nel 2019 voglio correre la mia prima mezza maratona!

Buon anno a tutti, amici runner.

@runner_extralarge

Runner Extralarge alla Babbo Running Milano 2018

Babbo Running a Milano

Milano – 15 dicembre 2018

In pieno spirito natalizio ho convinto il mio amico e collega Leonardo ad accompagnarmi alla Babbo Running nella sua edizione milanese. 5km di corsa tra Castello, Arco della Pace e parco Sempione, all’insegna della spensieratezza. Un percorso suggestivo tra asfalto e sterrato.

Il sole splendeva alto in cielo rendendo questo sabato di fine autunno un po’ meno gelido. Alla partenza eravamo intorno ai 4 gradi e devo dire in realtà che indossando il vestito di Babbo Natale – che di fatto costituiva il pacco gara – ho avuto a tratti quasi caldo.

L’obiettivo di tempo che mi ero dato è stato in parte disatteso: partito troppo forte non sono poi riuscito a mantenere un ritmo costante. Ma va bene così, un allenamento sulla velocità comunque molto buono per quella che a tutti gli effetti è stata l’ultima gara di questo 2018.

A fine corsa abbiamo proseguito l’allenamento con un defaticante blando verso casa, godendoci il tramonto sulla darsena e tagliando di fatto la città dal Castello fino ai Navigli.

Riprenderò l’attività nel 2019, ho già individuato un paio di eventi ai quali partecipare nella prima metà di gennaio.

🏃‍♂️@runner_extralarge