DeejayTen, un anno dopo

Chi conosce la mia storia può immaginare il legame forte tra me e la DeejayTen.

È stata la mia prima 10km, ma è stata soprattutto la conclusione di un percorso che mi ha profondamente cambiato dentro e fuori.

Non potevo quindi mancare, un anno dopo, in quel di Milano. Mi ero iscritto molto presto infatti, ed ero carico di aspettative sul risultato finale poiché so che il clima di iniziative di tale portata trascina spesso verso un miglioramento del proprio record personale.

Mi sono allenato molto quest’estate, non senza fatica vista la mia insofferenza al caldo (e a una lieve lombalgia che non mi ha fermato ma ha compromesso i risultati) ma sono convinto di aver messo nelle gambe tanto allenamento, che spero possa essermi utile anche e soprattutto per il prossimo appuntamento in programma: la mezza maratona di Cremona, che correrò la prossima domenica.

Ma tornando a domenica scorsa, sono partito da casa con tanto entusiasmo, in solitaria, come a volermi godere il momento intimamente, solo con me stesso. La giornata che Milano ha regalato non era tra le più belle, ma senza pioggia e senza freddo, quindi comunque ideale per correre senza insidie.

L’evento ha confermato anche quest’anno un’organizzazione impeccabile. Sono riuscito a partire nella prima wave, per arrivare al traguardo presto e godermi con calma l’atmosfera del parco Sempione prima di concedermi un lauto pranzo con famiglia.

Al traguardo, infatti, ho trovato moglie e figlia come in tutte le occasioni per me importanti.

La gara è stata intensa e tirata. Come sempre il contesto affollato di distrae e allo stesso tempo ti spinge. Complice quindi la folla, ho tenuto un ritmo sostenuto per tutto il percorso, cercando di non perdere il passo anche quando il mio gps è andato momentaneamente in tilt.

Risultato: personal best, abbassando di diversi secondi il record precedente che avevo registrato alla StraMilano.

Che la si consideri gara oppure no, la DeejayTen si conferma un evento per tutti i runner, con un’atmosfera unica nella quale respirare sport e condivisione.

Rimarrà per me un appuntamento fisso, al quale sarò eternamente affezionato.

Adesso testa a Cremona e poi agli obiettivi per il 2020.

Back on the road

Lo so, lo so. È da un po’ che non scrivo qui sul blog. Ho preso una pausa di qualche mese, approfittando del fatto che l’estate porta per forza di cose un po’ di riposo anche grazie al diradarsi delle gare in calendario.

La prima cosa che ho scoperto in questa prima estate da runner è che il caldo mi mette terribilmente in difficoltà. Lo immaginavo, ma mai avrei pensato di non riuscire proprio ad allenarmi con temperature superiori ai 25 gradi. Per questo motivo ho ridotto notevolmente il chilometraggio da giugno ad agosto.

Ora, in settembre, ho ripreso a macinare chilometri in vista dei prossimi impegni, il più importante dei quali dovrebbe essere la mezza di Cremona. Uso il condizionale solo ed esclusivamente perché ho avuto a che fare con più di un fastidio negli ultimi mesi. Temo che caldo e allenamenti sulla velocità abbiano messo a dura prova i miei muscoli.

Sto cercando pian piano di tornare ad aumentare le distanze e prepararmi al meglio, alternando alla corsa anche cross-training di potenziamento e scarico.

Ho iniziato la preparazione a rilento con la speranza che le cose vadano meglio prossimamente.

Ieri intanto ho messo in cascina un ottimo allenamento di 12 chilometri sull’anello che gira attorno al lago di Comabbio. Bellissimo percorso, buone sensazioni.

Seguiranno presto aggiornamenti sul proseguire della preparazione.

Diario di inizio estate

Ebbene sì. Manco da un po’ su queste pagine. Ma come ho avuto modo di far capire negli ultimi post, è stato un maggio intensissimo di appuntamenti di vita e di lavoro che mi hanno per forza di cose distratto dalla corsa. Distratto, ma non distolto. Perché continuo a correre. E quando non lo faccio è un dramma, col senso di colpa che fa capolino per la paura di perdere quanto ho faticosamente e con soddisfazione costruito da un anno a questa parte.

Già, perché un anno fa ancora non avevo iniziato a correre. Camminavo, sì, ma non è lo stesso. Perché il cambio di mindset, gli obiettivi ambiziosi, il percorso di rinascita, sono arrivati dopo.

In ogni caso, come dicevo, sto correndo. Mantengo una media di 18-20 km alla settimana, con 3 uscite da 6 di base. L’obiettivo è mantenere la forma in vista di settembre, quando di certo programmerò la prossima mezza maratona.

Il caldo si fa sentire ed è una vera insidia per gli allenamenti. I trucchi che ho messo in pratica finora sono molto banali e semplici, ma sono del resto gli unici a disposizione:

– correre al mattino presto o la sera tardi; GUAI a correre con il sole addosso, rischia di diventare troppo impegnativo per chi non è sufficientemente allenato;

– cambiare itinerario in base alle mitiche fontanelle; ce ne sono sempre meno, ma ci sono, e aiutano nel momento di arsura che – nel mio caso – arriva al quinto km di allenamento.

Per il resto bisogna ovviamente vestirsi poco.

A breve andrò al mare sperando di potermi concedere svariate corse su bagnasciuga e lungomare.

Compierò proprio lì, sul mare, il primo compleanno da runner.

Tra bilanci e prossimi obiettivi

Dopo aver corso due mezze maratone in due mesi (ormai ne parlo come se fosse normale, ma chi conosce il mio percorso sa che non è così visto che 12 mesi fa stavo iniziando a camminare e avevo ancora 33 kg da perdere) è nuovamente tempo di bilanci. E di nuovi obiettivi.

Sì perché, complice il meteo incerto dell’ultimo mese, la primavere sembra ancora non essere arrivata e in realtà presto sarà estate.

Qui lo dico e qui lo nego: ho in mente la maratona. Non come obiettivo, si tratta ancora di sogno, ma sto iniziando a pensare se possa valer la pena mettere in cantiere l’inizio della preparazione alla fine dell’estate. Non sono un runner da caldo, questo è certo. Sento molta più fatica anche solo con 5 gradi in più, inutile quindi pensare di poter allungare le distanze nei prossimi mesi se già sui 10 km rischio il collasso.

Quest’estate cercherò di lavorare sulla massa muscolare e sulla velocità. Lo sto già facendo, in realtà, sperimentando il fartlek. Devo dire che si tratta di un metodo affascinante poiché lascia molta libertà nella gestione dell’allenamento, e permette di rendere tutto più divertente. È fondamentale variare il ritmo se si vuole lavorare sui tempi.

Nel futuro prossimo invece, domenica 19 sarò alla Polimirun 2019 per provare a fare del mio meglio sui 10km. Se, come pare, il caldo non sarà ancora dei nostri proverò ad inseguire il PB cercando di abbattere il tempo della StraMilano. Vediamo.
Ho da poco risolto un piccolo fastidio al piede sinistro e devo capire se è scomparso del tutto o no.

Nel frattempo monitoro il calendario per fissare una bella mezza alla fine di settembre, sperando che il fresco in quel periodo mi permetta di migliorare sul tempo di Brescia.

Quel ramo del lago di Como…

Questa nuova avventura avrà inizio proprio lì. Come fosse l’incipit di un romanzo. Invece sarà l’ennesima occasione per dimostrarmi quante cose siano cambiate in un solo anno. Guardate un po’ la foto qui sotto. Lo ammetto: mi fa un po’ impressione vedere foto di un anno fa in cui sono molto diverso. Stento a riconoscermi. Dall’esterno la differenza è evidente nell’apparenza. Quella che noto maggiormente io è nello sguardo. Nella luce che lo contraddistingue.

Impensabile. Semplicemente folle. Ecco come mi sarebbe sembrata la prospettiva di correre due mezze maratone entro la fine di maggio 2019. E invece…

E invece arrivo a questa seconda prova con tanti km nelle gambe anche se mi sono preparato con meno minuzia rispetto a Brescia. Non perché l’occasione meno importante, anzi. Ma semplicemente il tempo a disposizione per allenarsi è stato meno e ho dovuto rivedere la tabella con una versione soft.

Ad ogni modo sono arrivato a correre 18 km, come la volta scorsa. Un giro bellissimo, per altro, fiancheggiando il naviglio per 6km dopo partito da casa. Questa è la fortuna di vivere in un luogo come quello dove vivo: natura, campi, scenari eterogenei in pochi km.

E adesso Como. Questa volta nessuna trasferta particolare, raggiungeremo la partenza sul presto per recuperare il pettorale e poi via.

Mi hanno detto che il percorso non è banale poiché prevede qualche saliscendi. Poco male, cercherò di dare il massimo senza troppe pressioni. Quel che conta è godermela.

Vi racconterò come sempre tutte le sensazioni.

Stay tuned.

Road to Como

Ebbene sì, mancano solo 9 giorni alla mia seconda mezza maratona. Ho deciso di impulso di iscrivermi a quella di Como per diversi motivi, tra i principali sicuramente la vicinanza da casa, la bellezza del paesaggio, e il fatto che a inizio maggio le temperature sono ancora sotto controllo (anzi, nelle ultime settimane ci si allena con un clima perfetto, non fosse per la pioggia di questi ultimi giorni).

Che dire, sono pronto? Non lo so. Di certo ero stato più preciso nella preparazione per Brescia. Questa volta, anche a causa di alcuni impegni, sono stato meno costante. In ogni caso l’obiettivo è arrivare a correre 18 km per poi lasciare una settimana di scarico e godermi infine la gara senza pressione per i tempi. Non importa se non riuscirò a battere i 126 minuti della mia prima mezza. L’importante è arrivare in fondo con soddisfazione.

Sarà anche un’ottima occasione per testare una serie di nuovi accessori di cui mi sono dotato.


Nello specifico:
– le mie nuove Brooks Adrenaline; sto salutando piano piano le mie Nimbus, era ora di cambiare dopo quasi 500 km percorsi; le Adrenaline mi hanno conquistato in queste prime uscite, garantendo il supporto di cui il mio piede ha bisogno; sono curioso di capire se con una scarpa più adatta alle mie attuali esigenze riuscirò anche a migliorare le performance e abbassare ulteriormente i miei tempi;
– il mio nuovo Garmin Forerunner 235; non me ne vogliano i fan di Apple, ma AppleWatch si è ben presto dimostrato troppo limitato per monitorare al meglio i tempi di allenamento e di gara; ho scelto questo modello Garmin (che mi è poi stato regalato da mia moglie 🙂 ) perché pur non volendo spendere un capitale volevo avere un orologio studiato apposta per la corsa; e devo dire che sono molto soddisfatto, il Forerunner 235 ha tutti i requisiti per accompagnarmi nelle prossime sfide;
– la mia nuova fascia cardio Garmin; è uno strumento piuttosto sofisticato che – lo ammetto – devo ancora imparare a conoscere; ad ogni modo sicuramente permette di avere un monitoraggio migliore del battito cardiaco; quello che voglio imparare a valutare sono tutte le informazioni laterali che può fornire sulle dinamiche della corsa, sul passo, etc.

Insomma, il 5 maggio avrò comunque qualcosa di nuovo da imparare. E questo, alla fine dei conti, è l’importante.
Adesso sotto con gli ultimi allenamenti!

35 anni e nuovi bilanci

È passato un anno. Era il 2 aprile 2018 quando tutto è iniziato. L’esplosione di malessere, il momento di torpore, i mesi di fatica e controlli, l’inizio della risalita.
Non sarei qui a scrivere queste righe, se non fosse successo.

Da lì le camminate, le corse, Instagram, questo blog, il libro. Un’avventura lunga un anno, intensa, stramba, imprevedibile.
E quanta ricchezza ho raccolto in questi mesi. Il bilancio non potrebbe essere più positivo. Non è stato facile. Quello no.

Ma la cosa che mi porto a casa in tutto questo è la consapevolezza di avere in poco tempo cambiato l’immagine che le persone avevano di me. Lo attesta il fatto che compiendo i miei 35 anni ho ricevuto una serie di regali a tema running che mi hanno emozionato e quasi commosso.
Perché la gente – famiglia, amici, conoscenti -ha capito, anche con un pò di fatica all’inizio, quanto sia importante per me. A tal punto da spronarmi, e provare a darmi nuovi obiettivi. Nuovi traguardi.

È stato molto bello.

Io nel frattempo per questi 35 mi sono “regalato” due settimane di stacco in cui allenarmi con calma, senza obiettivi, senza gare. Un weekend – quello scorso – a Parigi con la mia famiglia, un weekend in montagna tra amici – quello che sta per arrivare.
Prossimo obiettivo: una mezza maratona tra la fine di aprile e l’inizio di maggio.

Ma prima una tappa in casa: il 14/4 si corre nella mia Corbetta.

Qualche giorno ancora, dunque, e si riprende a mettere km nelle gambe!

Digital Run 2019

La scorsa domenica ho partecipato alla Digital Run 2019 correndo la 10 km non competitiva.

Un’esperienza bella per diversi motivi. Innanzitutto è stata ma prima occasione in cui ho corso sentendomi parte di un team, quello dell’azienda per cui lavoro. È stata un’occasione per indossare una divisa di gara e per conoscere persone nuove.

Ho avuto inoltre occasione di trascorrere la mattinata in compagnia di Max, uno dei manager della mia agenzia, persona che stimo, maratoneta. Una bel momento di condivisione tra runner: è stato bello ascoltare qualche suo racconto sulle maratone che ha corso (e su quelle che correrà).

In ultimo, correre nel cuore di Milano è sempre bello: dal Castello alla Triennale, dall’Arco all’Arena, tanti gli scorci che la città sa regalare.

Il percorso ad anello si snodava all’interno del parco Sempione, con alcuni tratti esterni, e andava percorso due volte per completare i 10 km, sono andato piuttosto forte nel primo per poi rallentare un po’ nel secondo. PB sui 10 solo sfiorato (lo avevo fatto la domenica prima in gara a Brescia), mi accontento di un PB ottenuto sui 5.

Di seguito qualche foto. Ora testa alla StraMilano ormai alle porte!

Mezza maratona – Q&A

Avevo promesso di rispondere a qualche domanda sulla prima mezza corsa a Brescia, sia sull’esperienza in sè che sul percorso di allenamento e preparazione.

Così ho raccolto le domande e le curiosità su Instagram e ho provato l’esperimento di una live. È stato decisamente divertente, e spero lo sia stato anche per le persone che lo hanno seguito in diretta o successivamente.

Ma siccome sono in vena di esperimenti, per chi si fosse perso questo momento di condivisione e fosse interessato ad approfondire, ecco di seguito un video in cui ripercorro le stesse domande.

È, per l’appunto, un esperimento. Non sono così a mio agio nel registrare video guardando dritto in camera.

Fatemi sapere che ne pensate!

brescia half marathon 2019

Brescia, arrivo!

Ebbene ci siamo.
5 giorni.
120 ore.
7200 minuti.

Ho aspettato tanto questo momento e l’unico pericolo adesso è quello di non viverlo con la giusta serenità. Proverò a non correre questo rischio ovviamente.
La tensione è tanta, ma è una tensione positiva. A 11 mesi circa da quella notte in cui il panico si era impossessato della mia testa, provo a correre la mia prima mezza maratona. Non li ho ancora corsi, finora, 21 km. Avrei potuto, è evidente. Ma è come se romanticamente avessi voluto lasciare la suspence per il 10 marzo. Domenica prossima.

Singolare anche, a pensarci bene, che io mi appresti a puntare a questo traguardo nel mese di marzo. Marzo è il mio mese, da sempre. Precisamente da quel 27 marzo 1984 in cui sono nato.
E marzo fa parte di me, lo riconosco dai profumi nell’aria, dalla primavera che si prepara a esplodere, dai fiori che fanno capolino con i loro colori, dal sole a tratti un pò più caldo, dalle giornate che si allungano.
Marzo è primavera, e primavera è rinascita.

Ma tornando alla corsa: sono arrivato alla scorsa settimana con le gambe davvero cariche di km. E quindi di fatica. Ci sta, non mi sono risparmiato, ho corso dai 30 ai 40 km per settimana dagli inizi di gennaio.
Questa settimana starò scarico, con brevi corse lente e un pò di cyclette.

Sabato si parte, con famiglia e amici al seguito, per questa piccola grande avventura.
Vi racconterò tutto, sperando vada come deve andare.

In ogni caso se mi guardo indietro sono convinto che…comunque vada, sarà un successo.